di Massimo Bernardi 8 Ottobre 2010

Gli umani devono sapere per non insistere nell’errore. L’altra sera a Milano ho mangiato un ordigno di fabbricazione turca che il kebabbaro di Piazza Gerusalemme annovera tra le “pizze-kebab“. Un disco di pasta alluvionato di mozzarella e salse variopinte sul quale, dopo l’uscita dal forno, si è scaricato il contenuto di un ricco kebap: carne molliccia, altre salse, cipolla e per elevare un po’ il quoziente calorico, patatine fritte. Questa è la pizza-kebap “completa”, le altre versioni son per le femminucce.

Per tutta la notte il mio intestino nel tratto in cui convergono le sostanze fecali è stato uno scoppiettante concerto di Lady Gaga con superospiti gli ZZ Top dopo un’allegra fagiolata con gli amici del Texas.

Smaltita con 2 birre e più tardi, prosciugando metà acquedotto di Milano.

Ma le mie sofferenze non erano finite.

Dopo qualche fugace minuto di sonno interrotto da corse precipitose sulla tazza del water, ho aperto una pagina del New York Times. DEL NEW YORK TIMES, mica il “Corriere dei trigliceridi assassini”! E cosa ti trovo?

Gli spaghetti-tacos.

Un piatto composto da una generosa porzione di spaghetti al sugo sversati all’interno di tacos messicani, che il giornalista ha visto in non so più quale serie tv.

Ma allora ditelo che ce l’avete con me per i miei decadenti sollazzi.

(Sul serio, non so la conoscete, ma la pizza-kebab è la cosa peggiore mai mangiata. Mi verrebbe quasi voglia di chiedere qual è la vostra)

[Fonte e immagine: New York Times, grazie al lettore Alessandro per la segnalazione]