di Andrea Soban 26 Marzo 2013

Sono stato a Sharm el Sheikh. Due settimane. Ma stavo morendo, mi mancava il Cheeseburger di Padoan“. Dichiarazione garantita autentica, resa a un mio compagno di squadra (basket, squadretta amatoriale) da un amico forse poco global ma gastronomicamente onesto. Ai veronesi non ipocriti, quando sono fuori, mancano le pizze di Simone Padoan da San Bonifacio, patron de I Tigli, fondatore di una nuova costosa religione: la pizza-degustazione (pizza focaccia per i molti detrattori, specie napoletani).

Mancavano anche a me, e mentre pregustavo il “Cheeseburger a modo nostro” con gli occhi semichiusi per godere meglio l’attimo di peccato, facevo affidamento sull’effetto antidepressivo del locale post-ristutturazione, visto che prima era poco in linea con gli impasti perfetti e i ripieni emozionanti.

Caldo, ben illuminato, con un lungo bancone in pietra che accoglie i clienti all’ingresso, anticipando la grande cucina a vista che integra il forno, oggi la pizzeria gourmet di Simone Padoan è un’altra cosa. Al di là del vetro si muovono cinque (5!) ragazzi di brigata coordinati dal padrone di casa a cui resta in mano la pala del comando.

Aumentati i posti a sedere, forse a discapito della comodità, al centro domina un lungo tavolo sociale. Il menu si divide tra passato, con le pizze classiche rotonde a lievitazione mista (margherita a 5 €), presente e futuro con le pizze a lievitazione naturale che possono costare anche 29-32 € l’una (gli ingredienti sono shabu-shabu di branzino, maialino da latte, scaloppa di foie gras…).

Confermato il servizio ben organizzato, arriva il momento dell’ordine: una classica “Verdure” (fiordilatte, pomodoro, verdure miste di stagione a 8,50€) e finalmente il vero erotismo della questione, il “CheeseBurger a modo nostro” di cui sopra (focaccia con hamburger di manzo, provola affumicata, lattuga, cipolla e pomodori confit a 28€), che insieme alla “Tartare di manzo al pro-fumo di erbette” sono le sole pizze-non-pizze del menu.

Delicata e sapida la pizza alle verdure, pasta cotta alla perfezione sormontata da broccoli saltati in padella, zucca, radicchio e funghi cotti al vapore tagliati a dadini.

Ma ecco il momento del Cheeseburger presentato a spicchi come impone il repertorio della pizza-degustazione, con una terrina ordinatamente disposta al centro per ospitare la salsa grandiosa, un vero attimo di estasi. La carne tagliata grossa al coltello è cucinata a parte nello stesso forno a legna della pizza,  e accompagnata da ottimo pane al sesamo.

Spuma calda al cioccolato bianco con una pallina di gelato al melograno per finire, prezzo 9€.

Se, come ci è già capitato di dire, le nuove pizzerie poco hanno a che spartire con i locali pulciosi di un tempo, la cui cucina rappresentava un attentato alla nostra salute, I Tigli è la prima pizzeria stellata d’Italia. Ecco, forse, cosa vuol dirci oggi Simone Padoan. Di conseguenza, anche i prezzi sono più alti rispetto alla pizzeria media, come capita nel ristorante stellato se paragonato a quello di livello medio.

Purtroppo, ma questo è solo il mio parere, il prezzo del geniale trait d’union tra la pizza e l’hamburger inventato da Padoan a San Bonifacio resta esagerato, e al pari di altri adocchiati sul menu, costringe a centellinare le soste nel locale.

[Crediti | Link: Dissapore, immagini: Andrea Soban]