di Giampiero Prozzo 8 Settembre 2011

Ci sarà un giorno in cui saranno le barzellette a ridere di noi. Leggendo sul giornale dello sciopero dei calciatori ho pensato che quel giorno fosse arrivato.

Comunque, archiviato il ridicolo caso di gagliofferia nazionale, domani sera e nel fine-settimana tornano le partite. Più che di calcio sono tifoso del Fantacalcio, il campionato parallelo per aspiranti commissari tecnici, che poi è come dire 9 italiani su 10. Così, per associazione di idee, mi sono ritrovato a scribacchiare, sul primo foglio A4 capitato a tiro la mia selecao gastrofanatica, o meglio, una specie di identikit del ristorante perfetto, quello che esiste solo nelle nostre più ardenti fantasie. Dopodiché tocca agli altri 8 su 10 dire la loro.

(1) NOME.
Scelta da non sottovalutare, il nome, un po’ come il titolo per un libro, aiuta molto specie all’inizio. Ho sempre trovato splendido il nome del ristorante fiorentino dello chef Marco Stabile: “Ora d’Aria”. Splendido.

(2) POSTO.
Come italiani siamo avvantaggiati, diciamo che ci piace vincere facile. Solo per un volta, visto l’imbarazzo della scelta mi concedo due nomi: Grotta Palazzese a Polignano e Relais Blu a Massa Lubrense. Roba da National Geographic.

(3) INTERNI
Nei locali italiani l’architettura sta vivendo qualcosa in più dei famosi 15 minuti warholiani, ristrutturazioni comprese. Per questo, dopo ragionevole titubanza, azzardo: Casavissani a Baschi. Calore, eleganza, molta personalità.

(4) MISE EN PLACE.
Mi è venuto di getto, perché pochi possono competere con la maniacalità dello chef Nino Di Costanzo: Il Mosaico del Manzi Terme nell’isola di Ischia.

(5) PROPRIETARIO.
Quando il talento fa la differenza. Figura demodé ma piacevole perché accoglie, vizia un po’, risolve: Lorenzo Viani del ristorante Lorenzo di Forte dei Marmi.

(6) CHEF.
Consapevole di essere uno dei commissari tecnici (i famosi 8 su 10, ricordate?), dico Mauro Uliassi. Chef e persona.

(7) MAITRE.
Figura brutalmente sottovalutata, eppure, se a volte ci si ricorda più di lui che della cucina, beh, qualcosa vorrà dire. Il mio sarà anche un punto di vista meridionale ma dico Costanzo Cacace del ristorante “Sponda” dell’hotel Sirenuse a Positano.

(8) SOMMELIER.
Non per baruffare, ma il riferimento resta Luca Gardini, ovvero nonsolovino. Supponente ma come si dice, se lo può permettere.

(9) CANTINA.
Passano gli anni, forse anche i decenni ma il nome resta sempre lo stesso: Enoteca Pinchiorri. What’s else?

(10) SERVIZIO.
Qui entriamo nella roccaforte dei tristellati e ci accomodiamo a La Pergola del Cavalieri Hilton di Roma.