Il Fantacalcio dei ristoranti

Ci sarà un giorno in cui saranno le barzellette a ridere di noi. Leggendo sul giornale dello sciopero dei calciatori ho pensato che quel giorno fosse arrivato.

Comunque, archiviato il ridicolo caso di gagliofferia nazionale, domani sera e nel fine-settimana tornano le partite. Più che di calcio sono tifoso del Fantacalcio, il campionato parallelo per aspiranti commissari tecnici, che poi è come dire 9 italiani su 10. Così, per associazione di idee, mi sono ritrovato a scribacchiare, sul primo foglio A4 capitato a tiro la mia selecao gastrofanatica, o meglio, una specie di identikit del ristorante perfetto, quello che esiste solo nelle nostre più ardenti fantasie. Dopodiché tocca agli altri 8 su 10 dire la loro.

(1) NOME.
Scelta da non sottovalutare, il nome, un po’ come il titolo per un libro, aiuta molto specie all’inizio. Ho sempre trovato splendido il nome del ristorante fiorentino dello chef Marco Stabile: “Ora d’Aria”. Splendido.

(2) POSTO.
Come italiani siamo avvantaggiati, diciamo che ci piace vincere facile. Solo per un volta, visto l’imbarazzo della scelta mi concedo due nomi: Grotta Palazzese a Polignano e Relais Blu a Massa Lubrense. Roba da National Geographic.

(3) INTERNI
Nei locali italiani l’architettura sta vivendo qualcosa in più dei famosi 15 minuti warholiani, ristrutturazioni comprese. Per questo, dopo ragionevole titubanza, azzardo: Casavissani a Baschi. Calore, eleganza, molta personalità.

(4) MISE EN PLACE.
Mi è venuto di getto, perché pochi possono competere con la maniacalità dello chef Nino Di Costanzo: Il Mosaico del Manzi Terme nell’isola di Ischia.

(5) PROPRIETARIO.
Quando il talento fa la differenza. Figura demodé ma piacevole perché accoglie, vizia un po’, risolve: Lorenzo Viani del ristorante Lorenzo di Forte dei Marmi.

(6) CHEF.
Consapevole di essere uno dei commissari tecnici (i famosi 8 su 10, ricordate?), dico Mauro Uliassi. Chef e persona.

(7) MAITRE.
Figura brutalmente sottovalutata, eppure, se a volte ci si ricorda più di lui che della cucina, beh, qualcosa vorrà dire. Il mio sarà anche un punto di vista meridionale ma dico Costanzo Cacace del ristorante “Sponda” dell’hotel Sirenuse a Positano.

(8) SOMMELIER.
Non per baruffare, ma il riferimento resta Luca Gardini, ovvero nonsolovino. Supponente ma come si dice, se lo può permettere.

(9) CANTINA.
Passano gli anni, forse anche i decenni ma il nome resta sempre lo stesso: Enoteca Pinchiorri. What’s else?

(10) SERVIZIO.
Qui entriamo nella roccaforte dei tristellati e ci accomodiamo a La Pergola del Cavalieri Hilton di Roma.

Giampiero Prozzo

8 settembre 2011

commenti (29)

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  1. Giampiero, lo sai perchè il ristorante di Marco Stabile si chiama Ora d’aria, vero ? e non googlare o interpellare il Nero chè ti vedo ! 😉

    1. Caro Leo, sono troppo curioso per non averlo subito chiesto… però proporrei le seguenti opzioni (tra cuui quella vera) 🙂
      1) Lo chef è un ex detenuto
      2) Il locale è nelle vicinanze di un carcere
      3) Si magngia la sbobba come in galera
      4) Impianto di condizionamento stratosferico

    2. Ebbravo Andrea ! però l’opzione giusta sarebbe 2) Il locale era nelle vicinanze di un carcere 😉

    3. Penso di averlo sentito al Gambero mentre lo chef preparava una ricetta…. Era anche piuttosto bravo ed estroso.

  2. Ma sai che sono d’accordo quasi su tutto?
    Ottime scelte (ovviamente ce ne sono di altrettanto valide, ma hai fatto una bella selezione)

    Tanto per giocare, qualche aggiustamento secondo i miei gusti personali

    Maitre: Davide Ostorero, ex Cracco ora al Boscareto Resort

    Servizio: Il Pescatore (che trovo più caldo di quello della Pergola)

    Proprietario: rinunciando a un po’ di fascino in favore di maggiore sincerità opterei per la famiglia Fischetti dell’Oasis

    Interni: amo lo stile contemporaneo, quindi dico Combal

    1. Devo dire che con i tuoi aggiustamenti è una bella lotta… 🙂

  3. (1) NOME Unico. Facile da ricordare, facile da pronunciare per le clientele di tutto il mondo.

    (2) POSTO La Trota. Il giardino dell’Eden me lo immagino esattamente così. Anche se un posto come Villa Crespi è in grado di farmi vacillare.

    (3) INTERNI Concordo su Vissani. Anche la nuova Francescana è bellissima.

    (4) MISE EN PLACE ancora Vissani. Sarò un po’ coatto dentro, ma quando vedo i piatti di Hermes mi scaldo tutto.

    (5) PROPRIETARIO Gianluigi Morini del San Domenico di Imola. E concordo sul fatto che sia una figura un po’ demodè e proprio per questo esaltata in luoghi ancora magici, dove il tempo sembra essersi fermato.

    (6) CHEF Banalmente dico Massimo Bottura e confermo dopo la recentissima visita nella rinnovata Francescana.

    (7) MAITRE metto ex aequo due figure di sala atipiche, coproprietari e co-chef assieme ai rispettivi fratelli, in grado di sviluppare interazioni veramente appaganti con il tavolo: Marcello Leoni (Il Sole di Trebbo) e Maurizio Serva (La Trota)

    (8) SOMMELIER Luca Gardini squalificato (al momento non lavora in alcun ristorante), lo sostituisce egregiamente Peppe Palmieri della Francescana.

    (9) CANTINA Pinchiorri se valutiamo solo l’assortimento, se iniziamo a parlare anche di accessibilità ecco che spuntano Roscioli ma soprattutto Le Case e Locanda Mariella.

    (10) SERVIZIO concordo sulla Pergola.

    1. Marcello Leoni????? ma che dici? mai visto proprietari di ristorante così sgradevoli come i Leoni; lentissimi nel servizio, come sport parlano male dei concorrenti (con un cliente NON si fa!!!!), attaccati al centesimo (cena natalizia costosissima di dodici persone, spesa folle e hanno chiesto a tutti i 50 centesimi senza arrotondare con casini inenarrabili sui resti (è capitato a me, non sto raccontando balle)

      mai capitata esperienza così sgradevole!

    2. Mai capitato nulla di tutto ciò, io al Sole ho sempre trovato competenza, passione, voglia di rendere partecipi e complici della propria esperienza, un servizio puntuale e nessuna forma di tirchieria, anzi. Poi, sul piano della piacevolezza delle persone, di umani sgradevoli ne conosco un bel po’ e sono diversi. Propendo per la serata storta in periodo (Natale) nevralgico e in grado di portare anche il San Francesco dei ristoratori all’incazzatura precoce.

  4. GRANDE GIOCO, COME IL FANTACALCIO D’ALTRONDE 🙂

    (1) NOME Viva lo Re (ercolano)

    (2) POSTO Sul Relais Blue si vince facile
    (3) INTERNI Per me e’ lo stare a mio agio, direi l’Osteria del Teatro

    (4) MISE EN PLACE forse e’ banale ma dico Cracco

    (5) PROPRIETARIO Aimo Moroni ed a seguire sua figlia Stefania

    (6) CHEF Uliassi, ma se ci mettiamo anche la “primavera” direi Andrea Aprea

    (7) MAITRE Costanzo Cacace tutta la vita. Lo avevo perso dopo il Maxi, non sapevo fosse al Sirenuse

    (8) SOMMELIER Nicoletta Gargiulo e Luciano della Torre del Saracino

    (9) CANTINA non prendendo vini da 1000 e piu’ euro la differenza secondo me non e’ nell’assortimento, che per un ristorante stellato e’ comunque altissima, ma la capacita’ del sommelier di darti la giusta scelta.

    (10) SERVIZIO La Torre del Saracino, per me il servizio non deve essere ingessato, deve metterti a tuo agio e i ragazzi in sala della Torre lo sanno fare benissimo

    Aggiungerei alla classifica, oltre alla promessa nella categoria “primavera” anche i dolci che sono altro rispetto alla cucina dello chef. Sui dolci scelgo Perbellini

  5. 1) NOME: rubo a Fabio Unico piace anche a me
    2) POSTO: Relais Blu (gia detto? 😉
    3) INTERNI: Trussardi alla Scala; internazionale il giusto, design il giusto, metropolitano.
    4) MISE EN PLACE : Don Alfonso il gusto sublime di Livia, la profesionalita’ di Mario
    5) PROPRIETARIO: Alfonso Jaccarino/ Morini perche’ non basta un bel gol per diventare Maradona, come dice un mio amico.
    6)CHEF : Nino Di Costanzo
    7)MAITRE: patron e in sala Fausto e Stefania Fratti Al Povero Diavolo, fascino understated
    8) SOMMELIER: come Emidio, Nicoletta Gargiulo per l’entusiasmo e la sapienza, Luciano Esposito “educational” ho assaggiato cose meravigliose, ho imparato tantissimo, sorridendo.
    9) CANTINE San Domenico/Don Alfonso/Pinchiorri qui’ non si scherza, anche solo guardare bottiglie da brividi ti fa sognare che un giorno le berrai.
    10) SERVIZIO: Combal Zero : ROCK!

  6. Chef: uno giovane e di belle speranze, Sven Chartier o katsumi ishida, Adriano Baldassarre, Giovanni Passerini ……. se devo scegliere un mostro sacro ho il grande desiderio di mangiare nuovamente da Pierangelini

    Sommelier: non ho dubbio alcuno, Maurizio Paparello di Roscioli, o Marco Reitano della Pergola. Bravi, competenti come pochi e onesti nel rapporto con il cliente. La carta dei vini a loro scelta.

    Del resto non me ne frega una cippa.

  7. Che donna fortunata che sono!
    Ho frequentato il 2-4-6-9-10.
    E non posso che essere d’accordo!

  8. …mi piace questo giochino, provo con qualche punto:

    1) NOME Insieme – Cliente, Sala e Chef….è un’esperienza a tre
    2) POSTO Capo Spartivento in Sardegna – posto magnifico
    3) INTERNI Capri Palace, notevoli
    6) CHEF a rotazione tutti quelli che mi fanno emozionare, partirei con Uliassi
    7) MAITRE senza alcun dubbio la classe raffinata di Cristiana Romito del Reale
    8) SOMMELIER concordo con Maurizio Paparello di Roscioli con una cantina superba
    ….altri ci penso…aiuta anche la memoria questo gioco…complimenti!;-)

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