di Stefano Caffarri 21 Marzo 2010

Bella stagione, brezza frizzante, voglia di sole e di sale. La sera prima giro di telefonate: cosa facciamo cosa non facciamo, andiamo a mangiare il pesce. Ecco, questa è una delle proposte che mi fanno correre a gambe levate verso l’armadietto dove tengo i talismani contro la jella. Perchè già vedo riprodotti sullo schermo, nello splendore dei 75 millimetri, le scene che affliggono la memoria.
Certo, prima di tutto dobbiamo alzarci presto, per partire prima che arrivino i milanesi. Perché i milanesi dovevano essere visti dal popolo dell’Emilia come un’orda allineata al nastro di partenza che si metteva in moto tutta in una volta. Poi ecco nel bagagliaio i due metri cubi di attrezzatura che non useremo, ma che sai, ci vuole. Ma soprattutto la prenotazione in un posto della serie “Io so un posto, si mangia bene e si spende poco”.

Alla fatidica affermazione, puoi provare ad indagare presso il delatore cosa lo convince in quella fermezza che gli leggi nello sguardo un po’ liquido di ferrigna convinzione. Egli allora ti parlerà di questa locanda, sulla riviera adriatica, dove “Te ne portano….” lasciando allusivamente in sospeso la frase. Indaghi, ed ecco i 18 antipasti cladi e freddi, il risotto alla pescatora (!), gli spaghetti alle vongole belli rossi, e finalmente la mitologica grigliata.

Ti vedi già di fronte la catasta di crostacei di dimensioni ed aspetto rambaldiani, e lo sterminio di pesci di varia natura, confondibilmente arrostiti in fastelli. Ti immagini già le fiasche di vino bianco, con riflessi verdolini, versati libera mescita come torrent. Ti immagini le piramidi di fritti misti: anelli, totani, gamberucoli e ciuffetti, serviti in monticchi con temibili fette di limone a guarnire ovunque.

Eppure ci saranno indirizzi dove si possono portare gli amici senza vergognarsi al momento dell’addizione e senza soffrire di pulsioni autodistruttive durante il pranzo vicino alle nostre spiagge. Piacevoli soste alla Buca di Cesenatico, sul porto canale, o l’Anita sul molo. La Locanda dei Salinari a Cervia, con qualche spazio anche all’eleganza; da Anna o il Laghetto a Portonovo di Ancona. Nonna Sceppa a Capaccio, non proprio sul mare, ma valevole assai, o Cosimino a Porto Cesareo.
Ma se volessi portare i miei amici con le famiglie a mangiar pesce entro i 50 sacchi, cosa dovrebbe venirmi in mente?