di Massimo Bernardi 14 Settembre 2009

Vista dal ristorante Il Tramonto di PonzaCuriosi come macachi abbiamo preso informazioni su Il Tramonto, il ristorante di Ponza dove si è svolto l’incontro che ha spinto Giampaolo Tarantini, imprenditore e paraninfo personale di Silvio Berlusconi, a rinfrescare la memoria di Massimo D’Alema che aveva detto di non conoscerlo. Ora, non importa se pensate a D’Alema come al leader occulto del PD, o come a un avanzo di Prima Repubblica (o era la seconda?) coinvolto in un numero rivoltante di malaffari italiani. Il fatto che l’ex ministro degli Esteri sia un gourmet affidabile è fuori discussione. Per informazioni rivolgersi a Gianfranco Vissani.

Mica è un caso se, arrivato a Ponza in barca a vela nel week-end di luglio di due o, forse, tre anni fa (i ricordi non coincidono) D’Alema, dopo aver ormeggiato Ikarus, raggiunge la comitiva di Tarantini non da  Gino all’acqua pazza, l’elegante ristorante accanto al porto, o da Oreristorante, in salita ma con vista mozzafiato, vale a dire i soli locali dell’isola considerati dalle guide. No, la grande tavolata che conclude la giornata di mare si svolge nel più isolato Il Tramonto. Nella parte alta di Ponza, sempre con vista sul mare che bagna a sinistra l’isola di Palmarola e a destra gli isolotti Le Forna, Gavi, Zannone, e prediletto dai politici. Infatti, nel giorno del presunto incontro c’è pure il sindaco di Roma Gianni Alemanno, cosa che spinge il titolare del ristorante, Ivan Altieri, a dichiarare: “Mancava solo Bruno Vespa (che ha casa, e che casa, a Ponza) e facevamo Porta a Porta“.

Cosa si mangia al Tramonto? Pare che la cucina sia di impronta napoletana, non a caso emblema del locale sono gli spaghetti alla nerano (con le zucchine). Si cucina molto pesce, ma le scelte sono poco originali: l’abusata tartara di tonno, i gamberoni al lardo di Colonnata. Tra i primi piatti spiccano le mezze maniche con seppie al pepe rosa. Buona lista di vini, il conto va dai 50 euro in su.

Per qualcuno, l’obiettivo di Giampi Tarantini è: “accreditarsi come buon conoscente dei politici di destra e sini­stra per dimostrare che anche nel suo rapporto con Berlusconi non c’è nulla di illecito”. Aiutato in questo dalla nota trasversalità dell’isola, buen retiro dei politici di destra e sinistra. Ma secondo molti testimoni l’incontro sarebbe stato poco più di un incrocio, del tutto casuale. E d’altra parte, al posto di D’Alema voi cosa avreste fatto? Sareste tornati a Gaeta a nuoto per smaltire gli spaghetti con le zucchine?