di Lorenza Fumelli 20 Luglio 2011

Chi non paga il conto al ristorante non può essere sincero nel giudizio. Sei un blogger, mettiamo, o un giornalista che ha scelto questo settore per poter vivere coltivando la passione del cibo. Magari sei pure bravino o, con maggiore probabilità, scrivi per qualcuno che conta e poi, così all’improvviso, il circoletto tanto ambito di cuochi e ristoratori si accorge di te. Funziona così no? Cominciano ad invitarti a cena, ti offrono esperienze extra-portafoglio e tu corri a casa, prendi Mac o PC, scarichi le foto dalla Canon o dall’Iphone e butti giù un paio di belle parole azzeccando i congiuntivi. Non puoi farne a meno, questo è il gioco e tu ne fai parte. Vorresti davvero dirci che pur non pagando riesci a esprimere un giudizio obbiettivo? Che quello che ci stai offrendo è un “servizio”? Non ci prendere in giro, gastroscrittore, il tuo è un debito da ripagare, un pegno per un’esperienza già falsata di per sé, perché in quel posto ti hanno senza dubbio trattato in modo diverso da noi comuni mortali, quindi non c’è scampo. Hai venduto l’anima al demone dell’alta cucina. Rinuncia a scrivere o comincia a pagare.

Invidia, niente altro. Non ci stai proprio ad accettare il fatto che qualcuno abbia un palato migliore del tuo e che non sei tu quello invitato a cena. Vedi il marcio ovunque e sei convinto che dietro ogni recensione positiva ci sia solo un meschino ricatto morale: “Qui qualcuno non ha pagato il conto” o peggio ancora ” è stato pagato per scriverne bene”. Ma per favore. E se lo stesso giornalista scrive una recensione negativa? Allora apriti cielo! E’ un bastardo, uno che per farsi conoscere distrugge la vita della gente che lavora. Ma voglio darti una notizia: molti blogger o giornalisti gastronomici hanno una propria moralità, esprimono un giudizio sincero anche se invitati e credo che un lettore attento sia perfettamente in grado di capirlo. Palato e portafoglio non coincidono per tutti ed esplorare l’alta cucina e poterla raccontare è un privilegio spesso meritato che va ben oltre il passaggio di banconote.

Ecco in sintesi e con un pizzico d’enfasi quello che ho sentito dire in questi ultimi mesi.

Ora tocca voi, lettori di Dissapore, diteci come la pensate ma per favore, veniamone a capo una volta per tutte: può essere sincero nel giudizio chi non paga il conto al ristorante? Elmetto consigliato.

[Crediti | Immagine: Maurizio Camagna]