di Antonio Tomacelli 18 Marzo 2009

let's pizzaEh si, cari lettori ritrovati, oggi anche chi vi scrive è costretto a fare il tifo per Kim Yong-il, il ppiùtremendo dei dittatori in circolazione. Pur di avere la pizza come Dio comanda, il nostro eroe ha mandato in missione speciale i suoi chef per carpirne i più intimi segreti e trasferirli nella Corea del Nord, per la gioia del popolo affamato. Neanche a Napoli, patria della pizza, hanno mai dimostrato tanto attaccamento alla tradizione. Però, quanta fatica sprecata! Per soddisfare la sua voglia d’Italia poteva benissimo comprarsi una di queste nuove macchinette Let’s Pizza, che fanno la verace in tre minuti. Come dite? La solita americanata? Sbagliato: quella specie di peep-show che in pochi istanti mescola, impasta, condisce, inforna e sforna una pizza è un’invenzione del Genio Italico! Il brevetto lo ha depositato un friulano, il signor Claudio Torghele, e la potente Unilever ci ha già messo gli occhi sopra.  Ora, per favore, non cominciate con le solite lamentele tipo “la lievitazione minimo 12 ore”, l’acqua “o quella di Napoli o morte”, “forno rigorosamente a legna” e compagnia cantando: c’è da sputtanare l’ennesimo gioiello italico quindi poche chiacchere e infilate la monetina nell’apposita fessura, please. Come dite? A voi piace la vera pizza napoletana? Beh, la Corea del Nord non è così lontana…

Internazionale, New York Times.