di Massimo Bernardi 19 Giugno 2009

Se non sei costretto dal caldo di Roma alla fuga verso Frascati (dove festeggerai lo scampato pericolo con pane, porchetta e vino bianco locale), ti basta mezza giornata per capire che solo in Italia puoi entrare in un’enoteca, comprare una bottiglia, e ordinare un glorioso pasto per accompagnarla. E come ho (ri)scoperto ieri, le enoteche di Roma sono le migliori del mondo. Cibo spesso squisito a prezzi accessibili, cantine bellissime, enfasi sulle etichette locali.

Roma, nei pressi di Casa Bleve

La mia preferita è forse Casa Bleve, in Via del Teatro Valle 48/49. La stanza principale è una corte elegante, con colonnato e tutto quanto, in un palazzo vicino al Pantheon. Dal menù si scelgono formaggi in quantità, crudi di carne, pesce affumicato e insalate, infinito l’assortimento di vini. La prima enoteca Bleve, più intima, si trova nel Ghetto, in via Santa Maria del Pianto 9-11.

La cantina dell'Enoteca Ferrara

Ma la migliore credo sia l’Enoteca Ferrara, in Piazza Trilussa 41. Tavoli su tre livelli, un dedalo di piccole stanze, la terrazza in parte coperta. Cucina curata e piena di fantasia non proprio a buon mercato—50 euro senza vino—una lista per i bianchi e una per i rossi, che in totale fanno oltre 1000 etichette (quasi nessuna sotto i 18 euro). I romani, non tanto i turisti, ci vanno per comprare una bottiglia prima di cena, per un bicchiere dopo, per stuzzicare, o per provare il ristorante.

Palatium, Enoteca Regionale del Lazio

Qualunque cosa ci facesse un’enoteca in Via Frattina, IO, non ci sarei mai entrato. Poi ho scoperto che il Palatium, a due passi da Piazza di Spagna nel cuore della Roma modaiola, è la sede dell’Enoteca Regionale del Lazio, dove si sceglie tra oltre 100 etichette laziali e un migliaio di prodotti locali a prezzi contenuti. Indiscutibilmente comoda se siete in giro per compere, la consumazione al banco è a vostro rischio e pericolo, all’improvviso potreste essere assaliti da un’orda di turisti. Meglio sedersi nella sala adiacente e ordinare un piccolo pranzo.

E voi, che opinione avete delle enoteche romane? Trimani a parte, ne avete altre da consigliarmi? Non trovate che la formula delle enoteche, tipicamente italiana, sia molto interessante in periodo di crisi?

[Immagini: Flickr, utente: sun|moon]