di Silvia Fratini 31 Gennaio 2013
Bibenda, Roma

E’ un fenomeno che osservo da anni: abbiamo le più insuperabili enoteche del mondo. E se non sembriamo esserne fieri abbastanza, quelle cambiano, si trasformano in locali alla mano dove pranzare, cenare, e allo stesso tempo conoscere bottiglie grandi e piccole, italiane e non. Con più di un occhio al prezzo. Segue Top Ten con richiesta di integrazioni: qualche idea?

Da Bacco, TorinoDa Bacco. Bistronomia applicata al vino si potrebbe sintetizzare. Se non si rischiasse di tagliar fuori i fumanti cappuccini del mattino, le tome piemontesi, i caprini artigianali e gli erborinati a ogni ora, la caratteristica merenda sinòira, che se non fossimo a Torino chiameremmo brunch. Servizio al bicchiare a prezzi altamente competitivi, aperitivi di classe impostati stagionalmente, centinaia di bottiglie italiane, francesi, tedesche. Che se non finite, portate a casa con voi nelle raffinate wine-bag. Scontrino medio: 25/35 euro.

Via Madama Cristina, 82/C – Torino


Signorvino, MilanoSignorvino. Destabilizzante sapere che è un progetto del gruppo Calzedonia, uno non se l’aspetta. Superata la sorpresa eccone un’altra: bevi a casa o bevi qui il prezzo non cambia, questa è la formula che in un locale con vista Duomo non è propriamente consuetudine. Si pranza, si cena, all’ingresso c’e il bar caffetteria preso d’assalto per l’aperitivo, al piamo superiore l’enoteca vera e propria. Scontrino medio: 20/30 euro.

Signorvino, piazza Duomo angolo corso Vittorio Emanuele, Milano.


Enocratia, MilanoEnocratia. Non andateci per bere una cosa. Enocratia è per ascoltare, scoprire, curiosare con naso e palato. Non a caso il menu inizia dai vini e prosegue con gli abbinamenti consigliati da Eugenio Boer, a volte spiazzanti ma sempre interessanti. L’accoglienza in questo Eden del vino è coinvolgente: volte a mattoncini, arredi neri, pianoforte e un’infinità di libri, ma non fatevi distrarre troppo e occhio ai prezzi. Scontrino medio: 40/50 euro.

Enocratia, via Sant’Agnese, 14 – Milano.


N'Ombra de vin, MilanoN’Ombra de vin. Suggestiva perché ricavata da un antico refettorio, è una delle bottiglierie più note di Milano, con un apprezzabilissimo tic per il Barolo. Il vino si vende, specie italiani, francesi, champagne e distillati, si serve alla mescita con ricarichi non proprio esemplari, lo si accompagna con piatti aggraziati: polentine con robiola, uovo e tartufo, tartare di carne al coltello, pregiati salumi spagnoli e salmone selvaggio. Scontrino medio: 45/50 euro.

N’Ombra de vin, via San Marco, 2 – Milano.


Pitti Gola & Cantina, FirenzePitti Gola e Cantina. C’è un filo sottile che unisce il vino e il piacere di sfuggire alla Firenze acciaccatamente turistica. L’ho pensato dopo essere entrata nel microcospico antro dalle pareti ricoperte da bottiglie di vino, perfettamente in asse con il palazzo della celebre piazza pedonalizzata. Mescita generosa, prezzi morigerati, accompagnamento personalizzato con tartare di carne al coltello griffata “La Granda” (consorzio di produttori piemontesi molto hip) zuppe, terrine, lampredotto e paste ripiene. Scontrino medio: 25/35 euro.

Pitti Gola e Cantina, Piazza Pitti, 16 – Firenze.


La Barrique, RomaLa Barrique. Splendido bancone francese per iniziare e, subito conquistati, proseguire con vini italiani, tedeschi, e una selezione minuziosa di champagne. Infinita rotazione alla mescita per l’aperitivo a prezzi concorrenziali e una cucina che segue con garbo la stagionalità, al banco e sui tavoli: manzo, salumi, pasta, ostriche e dolci squisiti. Scontrino medio: 20/30 euro.

La Barrique, via del Boschetto, 41b – Roma.


Remigio, RomaRemigio. Una volta era il fratello povero de La Barrique, un distaccamento periferico. Nel tempo si è ritagliato il suo spazio, specie per una selezione di chamapgne che stupisce, incuriosisce, diverte, molti vini franzosi, spesso piccole produzioni selezionatissime, e italiani d’ispirazione naturale. Si mangiano le migliori tartare di carne tagliata al coltello dal Colosseo a venir giù, salmone selvaggio, una gloriosa selezione di affettati. Pare non sia possibile prendere la residenza, ma varrebbe la pena anche solo per la musica. Scontrino medio: 20/30 euro.

Remigio, via di Santa Maria Ausiliatrice, 15 – Roma.


Bibenda, RomaBibenda. Il posto delle bottiglie importanti, vicino al Colosseo, con pane e companatico per lo stomaco e la mente. Non è come te lo aspetti: niente legno, prevale il bianco spezzato da macchie rosse con lampade di design, tavolini sparsi, libri, riviste e guide come testimoni di un amore sconfinato per il vino. Sul bancone taralli, uno splendido assortimento di caci, crudi di carne e dolci. Trovare parcheggio è ai limiti dell’umano. Scontrino medio: 30/40 euro.

Bibenda, Via Capo d’Africa 21, Roma.


L'angolo divino, RomaL’angolo Divino. Sulle prime sembra la classica trappola per turisti, immaginate la mia sorpresa quando ho scoperto un vero ristoro dalla marea umana di Campo de’ Fiori. Un po’ bistrot di quartiere, ritrovo spezzafame, e enoteca specializzata in vini naturali, biodinamici, specie friulani, conforta con qualche piatto caldo ben cucinato. Poi sfilaccio di cavallo, lardo, carpacci, pesce affumicato e verdure sott’olio. Scontrino medio: 15/25 euro.

L’angolo divino, via dei Balestrari, 12 – Roma.


Mercadante, NapoliMercadante. Poiché la frenesia per le nuove enoteche è una cosa seria, a Napoli non si può che suggerire selvaggiamente la bottiglieria dei travolgenti fratelli Continisio, inevitabilmente anime del locale. Offerta imponente divisa tra micro-etichette, champagne, distillati di cui almeno 200 (duecento) whisky scozzesi. Due macchine Enomatic permettono degustazioni al bicchiere di vini grandiosi altrimenti inapribili. Promettete solennemente di seguire la cacioterapia del locale che offre un centinaio di formaggi italiani e molte rarità europee. Scontrino medio: 30/40 euro.

Mercadante, Corso Vittorio Emanuele,  643 – 644 – Napoli.


[Crediti | Immagini: Cuntu, Scatti di Gusto, Vogue, Yelp, Menuale]