di Stefano Dell'Aringa 23 Dicembre 2013
Londra

Secondo post da Londra, caro il mio piccolo lettore, la città dove nascono tendenze e avanguardie culturali, la metropoli cosmopolita che detta l’agenda anche nelle mode legate al cibo. E qual è l’argomento dopo il km zero del primo post? Indovinato: le principali tendenze per il 2014. Sbirciando tra le cose che stanno infiammando le tavole di Londra proviamo a precedere le mode gastronomiche che vedremo in Italia il prossimo anno.

Trasmed

Il Pollo è il nuovo hamburger.
Per la gioia degli esausti lettori di Dissapore sembra che l’hamburger stia perdendo un po’ di spinta. Le nuove aperture delle catene americane 5 Guys a Shake Shack promettevano sfraceli ma, dopo il primo momento di euforia generale le code chilometriche si sono assottigliate. Come a dire: “Se avete qualcosa di nuovo bene, altrimenti l’hamburgher sappiamo farlo anche noi”. Come se non bastasse i panini all’aragosta di Burger and Lobster e di B.O.B. Lobster hanno esaurito tutte le possibili interpretazioni.

Sulle tavole alla moda di Londra si vede invece un piatto molto legato alla tradizione gastronomica locale, ovvero il pollo, nelle versioni più classiche: arrosto e fritto. Come nel caso dell’hamburger, la colpa o il merito di avere importato la moda da New York è imputabile allo staff del Meat Liquor: nello stiloso e ripulito Brixton Market hanno aperto Wishbone, il primo snack bar con menu monotematico: ill pollo appunto. A intercettare la tendenza ci hanno provato in molti con alterne fortune, vedi l’esempio del Tramshed di Mark Hix a Shoredicth, con un’enorme opera di Damien Hirst in mezzo alla sala: menu cortissimo con solo pollo e bistecca. In questa fine d’anno è tutto un rincorrersi di polli succulenti e impanature croccanti come il pollo marinato nel latticello e sale di pino del Clove Club, o il pollo fritto con waffle di Rita’s. Menzione speciale per Chicken Shop e Le Coq, che sembrano interpretare meglio degli altri la nuova moda.

Pit barbecue

Pit Barbeque.
Sbarca da questa parte dell’oceano la pit barbeque, una cottura alla griglia tipica del Sud degli Stati Uniti. Carne cotta a bassa temperatura in una specie di forno alla brace con risultati deliziosi. Tenera, cotta uniformemente e con un pronunciato sapore di affumicato, è la base ideale per piatti e tagli come burnt ends, boston butt e sticky short ribs ormai popolari tra le strade di Londra Est quanto a Memphis e Kansas City. I pionieri londinesi della tendenza sono quelli di Pitt Cue Co. che, seguita la classica evoluzione street food/van/popup, si sono fermati finalmente nel cuore di Soho. Carboni ardenti si trovano anche al Duke’s Brew & Que e a Smokey Tails, entrambi nella zona di Haggeston e al The Smokehouse di Islington.

Wine Car Boot

Cibo Interattivo.
L’enorme successo dello street-food nel 2013 non dà segni di cedimento assumendo nuove forme e occupando nuovi spazi. Hawker House, per esempio, ricrea l’atmosfera dei grandi mercati notturni del sud-east asiatico in un vecchio casolare a due passi da Broadway Market, mentre Night Tales somma al cibo musica e cocktail in un grande parcheggio nel cuore di Dalston. Esordio anche per il vino di strada con Wine Car Boot e Street Vin Wine.

La ragione di tanto successo è una maggiore possibilità di accedere al cibo in contesti informali. Informarsi direttamente dal cuoco o dal vignaiolo, assistere alla preparazione del cibo, condividerlo con gli amici in un clima di piacevole socialità spiegano per esempio il successo di GingerLine, l’autodefinito “ristorante nomade e spazio artistico” che organizza cene di gruppo in luoghi segreti comunicati via sms mezz’ora prima dell’inizio. Oppure Forza Win, piatti italiani serviti a tavolate numerose in luoghi singolari. Una via di mezzo tra la classica cena al ristorante e il più avventuroso supper club, dove il cibo torna a ricoprire il ruolo primordiale di bene condiviso creando quel senso di comunità che spinge le persone a interagire e confrontarsi.

[Crediti | Immagini: Standrd Uk]