di Massimo Bernardi 2 Marzo 2010

A parte un paio di ristoranti esclusivi e qualche trattoria, comunque costosa, mangiare fuori a Venezia è spesso una delusione. Una antidoto conveniente sono i Bacari, le caratteristiche taverne che prendono il nome da un vino pugliese popolare in città alla fine del 18esimo secolo. Posti senza fronzoli specializzati in sfiziosi cicheti veneziani. Ne abbiamo messi in lista sei: gli indispensabili.

Bacari di Venezia: Alla Vedova

1 – Alla Vedova. Calle del Pistor, Cannaregio 3912. Tel. 041/5285324. Ufficialmente sarebbe Ca’ d’Oro, ma i veneziani non sentono ragione, per loro resta Alla Vedova. I pentoloni in rame che pendono dal soffitto e i tavoli di legno scuro assicurano intimità (non eravamo a Venezia?). Mentre, incuriositi, i turisti avvicinano il muso agli spaghetti col nero di seppia, i locali si alternano al bar spizzicando i classici cicheti, comprese le migliori polpettine della città.

Bacari di Venezia: All'Arco

2 – All’ Arco. Calle Arco, San Polo 436. Tel. 041/5205666.
Infilato in un minuscolo vicolo a due passi dal ponte di Rialto, è la sosta prediletta dai veneziani che frequentano il vicino mercato del pesce. Difficile resistere al richiamo dei cicheti esposti sul bancone del bar: scampi, calamari, speck e gamberi accompagnati dal pane abrustolito. Di tanto in tanto, ma solo per gli introdotti, spettacolari panini caldi con senape e salsiccia di manzo bollito.

I bacari di Venezia: Al Ponte

3 – Al Ponte. Calle Larga Giacinto Gallina. Tel. 041/52861 57.
Probabilmente il bacaro meno dispendioso di tutta Venezia. Con 20 euro si mangiano onesti piatti di pasta (specie con scampi e radicchio) e di pesce alla griglia. Accanto al ponte che porta alla basilica di Santi Giovanni e Paolo, è un posto di poca etichetta, l’atmosfera rilassata aiuta i turisti a superare il timore di essere finiti sul set dei Soprano, la serie tv. Non è così, sono veneziani dai modi spicci.

Bacari di Venezia: Cantina Do Mori

4 – Cantina Do Mori. Sestiere San Polo 429, Calle dei Do Mori. Tel. 041/5225401.
Leggenda vuole che Casanova fosse anche lui un indaffarato habitué del bacaro più antico. Qui il carburante di Venezia, ovvio, i cicheti, (non chiamateli tapas, i locali non gradiscono) combinano affettati, formaggi, tonno e carne cruda. Buone le melanzane alla parmigiana o i carciofi al sale. Ma gli affezionati chiedono il “Francobollo”, un panino con  affettato, gorgonzola e l’inevitabile radicchio. All’ora dell’aperitivo bisogna farsi largo.

Bacari di Venezia: Cantinone (già Schiavi)

5 – Cantinone (già Schiavi). Ponte San Trovaso, Dorsoduro 992. Tel. 041 523 0034.
Due operose generazioni di Gastaldi lavorano nel bacaro, scaricano casse di vino, riempono bicchieri, preparano ampi panini con la mortadella. E i cicheti più curati di Venezia. Il vassoio di ostriche occhieggia dal bancone del bar, dietro c’è tutto il pesce crudo che volete, da accompagnare con 30 e passa vini disponibili al bicchiere, e trascritti nella grande lavagna. Consigliato cosumare qui il rito dell’aperitivo con lo spritz. Affollato ma very veneziano.

Bacari di Venezia: La Cantina

La Cantina. Calle San Felice, 3689. Tel. 041 5228258.
Pesati i salumi o il pesce crudo, Francesco –un vero personaggio– li dispone sui piatti e vi dice quant’è. Funziona così alla Cantina, e rassegnatevi alle lunghe attese, il proprietario è un po’ umorale, quando non gli gira può anche decidere di tenere chiuso. Di contro, i cicheti sono sempre pieni di sorprese, buonissimi quelli con lingua di vitello e rafano o con carne salata di manzo e ricotta fresca.

[Immagini: Flickr/Nanni1972, Flickr/JBarryBarnes, Flickr/AnnaBulf, Flickr/Jenfer, Flickr/JerseySam]