Esterno del ristorante Torre del SaracinoGiuro che mi è chiara la differenza tra le cose che si dicono di una festa e quelle che no. Per esempio, il conclave riunito alla Festa di Vicoaltrimenti conosciuta come festa di Gennaro Esposito in quanto ispirata dal cuoco medesimoha detto le cose che normalmente si dicono di una festa. Altri invece hanno deliberatamente tentato di rovinarla. COME? Stroncando la Torre del Saracino, il pluripremiato ristorante di Gennaro Esposito. CHI? Un blog. Oh cielo!, per i blog stroncare è un tic, così li si nota di più. Non Viaggiatore Gourmet, che di critiche a un ristorante un cavolo di niente, mai (Enoteca Pinchiorri a parte, lo so). E soprattutto, PERCHE’? Se non mi accusate di lesa maestà scrivo che forse quelli del blog hanno mangiato al di sotto delle aspettative. E che il cuoco è stato un po’ supponente con loro nonostante ciò che si bisbiglia (psst… hey, lo sai perché nelle guide la Torre del Saracino supera La Caravella, La Taverna del Capitano, Don Alfonso e gli altri ristoranti campani? Perché oltre che bravo Gennaro Esposito, il simpatico guaglione, ci sa fare eccome con le pubbliche relazioni). Serata storta? O la Torre del Saracino è un ristorante sopravvalutato? Lo pensavo con una zona del cervello troppo distante per preoccuparmi di scriverne. Poi ho letto i commenti alla stroncatura di Viaggiatore Gourmet.

commenti (97)

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  1. Sinceramente non so se è Esposito sia sopravvalutato, non l’ho mai provato ma rimedierò. Detto questo, il fulcro della critica di Vg e di altri su Esposito mi sembra davvero fragile, nonché provinciale: perché si chiede l’impronta territoriale a un ristorante della provincia di Napoli e non a un ristorante milanese o lombardo? Mi sembra quasi che Vg o altri desiderassero pranzare con Pulcinella e venire serviti da camerieri con collane d’aglio, per essere ricompensati dal loro viaggio attraverso le lande desolate del sud. Eppure dalle foto vedo: la scarola, la ricotta, il cedro, la cotica, il maiale casertano, e pure il babà. E non mi sembrano piatti presentabili altrove. O sbaglio?

    1. Per capire tutto ciò che vive e si esprime al sud bisognerebbe prima capire cosa è l’essenza della materia e della cultura del sud… ( tanto che ci sono guide che scrivono cazzate per mancanza di conoscenza sulle critiche a ristoranti)e come dice gumbo chicken noi non possiamo perchè al sud?? la somma della storia , della memoria storica alimentare che noi abbiamo che oggi dovrebbe essere motivo di studio nelle scuole alberghiere per costruire una base del gusto ai giovani è motivo di orgoglio e esprezzione che voi detentori della materia scritta e poco vissuta … dovrebbe fare l’inchino a gente come Gennaro Esposito al di fuori che valga o meno…. difendo chi lavora e ho tante parole e risposte da scrivere… credo bastano queste….non ho tempo di correggere devo andare è entrata gente…

  2. La cifra caratteristica della cucina di Esposito – a mio indegno avviso – è una *localizzazione* così precisa da essere puntiforme. Eppure priva di ogni incrostazione “tipica”, lontana dal “pittoresco” che mi fa tremare le vene ai polsi.
    Per me valeva [9.5]

    Spiegone: trovare nei fusilli a mano una punta acre che non ti spieghi. CHiedere, e scoprire che quella pasta di grano duro è impastata con acqua tiepida e seccata a temperatura ambiente. Scatena perciò una reazione fermetativa in tono minore, ma simile a quella dalla pasta madre. Per me questa cosa vale il conto, il viaggio, la stradina senza indicazioni e il parcheggio adatto solo ai fuoristrada.

    1. Non ho capito se la punta acre ti e’ piaciuta solo DOPO che te l’hanno spiegata o ti piaceva anche prima 😉

    2. era esattamente *quello* che la rendeva irresistibile. E la cosa strana è che il primo boccone era *mah*, il secondo *beh*, il terzo *mmm*.
      La spiegazione è arrivata quando ho detto perchè mie era piaciuta moltissimo, e il piatto era finito.
      😉

    3. Avatar Antonio ha detto:

      Stefano,buongiorno…..vorrei sapere ora il mega chef utilizza solo pasta de cecco,perfetta ma senza anima,quale sensazione ti dara’ quando ci ritornerai e nn sentirai più quella punta di acidità’ che solo una pasta artigianale fatta in posti come Gragnano ti da’! Vale sempre la pena pagare quel conto?? e magari il pro anno al posto del provolone del Monaco di Vico Equense troverai il provoloncino Galbani perché’ gli ha offerto un altro contratto Pino di €………

  3. Avatar Buauro ha detto:

    Mah… che dire? Nella mia poco competente soggettività ho assaggiato un piatto da 10 e lode (zuppa di taralli etc. etc.) per poi proseguire in una parabola discendente conclusasi piuttosto indegnamente su un dolce che ho definito “stucchevole”. E ribadisco che si tratta di constatazioni di gradimento personale, indipendenti da logiche di territorio, localizzazione o di “ampio parcheggio all’ingresso”. A difesa di Esposito posso solo dire che:
    – era il mio primo e unico passaggio
    – lo chef non era presente quella sera
    Se non fosse logisticamente lontano senz’altro farei una prova di “appello”, anche se forse sarei più tentato di imboccare la strada che porta a Marina del Cantone…

  4. Avatar gumbo chicken ha detto:

    Mi accodo alla domanda di Maricler: per quale ragione logica i ristoranti del nord possono fare cucina di un certo tipo e invece più a sud di Modena dovrebbero proporre soltanto pizza spaghetti pummarola (e mandolino)?!? Questa poi!!

    A parte le classifiche assolute che mi rifiuto di appoggiare dato che secondo me assolute non sono mai – quindi se debba stare al numero 1, 2 o 4 non lo so e non m’interessa.

    Però ho l’impressione che almeno due di questo locale possano predisporre negativamente il gourmet italiano classico e quindi favorire l’impressione di “sopravvalutazione”.
    Prime cose che mi vengono in mente:

    1. il luogo circostante – inteso come paesino, che è sperduto e non particolarmente charmant – che a molti frequentatori di stellati dà fastidio

    2. la (apparente) semplicità di molti piatti – che molti non apprezzano perché lo stellato deve offrire un certo livello di complessità e stranezza

    3. un servizio un po’ meno presente – che io traduco come “meno assillante” ma che molti possono percepire come non adeguato agli standard stellati.

    Questo come media generale, senza contare eventuali possibili serate particolarmente storte che possono capitare ovunque e influire su qualche singola esperienza.

    1. mi permetto solo di non seguirti sulla faccenda delle serate storte: il conto mica è a performance. In tutte le discipline del mondo si va dal professionista a botta sicura.
      Si “spera” di pescare la carta giusta alla Sagra del Salame Fritto di San Frescobaldo in Piano. Che costa anche meno.

    2. Avatar gumbo chicken ha detto:

      Ma…non dico che se ti tirano i piatti addosso e ti chiedono 150 euro tu debba uscire felice come una pasqua. Ovvio, ci sono dei limiti.

      Però trovo normale che ci possa essere una serata in cui qualcosa gira un po’ storto, leggi meno bene della media: perché sono persone non robot e perché c’è la sfiga (es. salta la corrente per mezza giornata o il fornitore che doveva portare alcuni ingredienti bloccato nel traffico, il secondo ha il fuoco di sant’antonio – che non so esattamente cosa sia ma ha un nome che fa un certo effetto).

      Questo secondo me va sottolineato perché dalle mie statistiche risulta che la maggior parte di persone che si trova bene in un ristorante – e per bene intendo che non ne esce né superesaltato né delusi – e ci torna spesso, tende a non scrivere nulla sul web o se scrive passa relativamente inosservato.

      Quello che ci ha mangiato una sola volta e ha trovato qualcosa da ridire – dal coltello sbagliato alla mancanza del ragù tradizionale – lo strilla a destra e a manca, generando entusiasmo generale…ma la sua esperienza non è necessariamente rappresentativa.

    3. Ma la stessa esperienza rimane estremamente rappresentativa per il portafogli

    4. Avatar Buauro ha detto:

      Mi trovo d’accordo sulle serate storte, anche se a certi livelli uno si attende sempre che tutto vada liscio come l’oGlio (il fiume ;-). Una singola esperienza non é sicuramente rappresentativa, però un insieme sicuramente si… anche se le soggettività in questione non sono “qualificate”. Alla fine i clienti dei ristoranti non sono certo le guide…

    5. Però ha ragione Caffarri:il conto mica è a performance
      Di mio posso aggiungere che dovrebbe essere il ristoratore ad accorgersi che qualcosa non sta andando per il verso giusto cercando di lenire il disagio…parliamo di professionisti.
      Anche perchè, giustificando cucinieri&Co, ci dimentichiamo che dall’altro lato c’è l’avventore che desidera solo un po’ di felicità al giusto prezzo, e purtroppo ne paga uno uguale anche se la serata è storta…

    6. Avatar gumbo chicken ha detto:

      Boh…forse non ci capiamo o abbiamo punti di vista molto diversi.
      Avete presente i concerti?
      Indipendentemente dal prezzo del biglietto, nessuna performance è esattamente identica all’altra.
      Se tu vai a 10 concerti dello stesso artista/gruppo/orchestra ti puoi fare un’idea del suo livello medio.
      Se tu vai a vederne uno solo – esaltante, media o deludente che sia – ti fai l’idea di uno solo quindi non rappresentativa.
      Senza contare che su 20,100,1000,10000 che la ascoltano potranno raccontarlo in altrettanti modi diversi perché ognuno coglie, filtra, interpreta secondo i prprio gusti e valori.
      Una singola esperienza è reale così com’è per chi la vive, ma non necessariamente rappresentativa per chi ascolta il racconto.
      Quindi: secondo me il “colpo sicuro” non esiste e non tutte le colpe sono di chi suona (o cucina)!

    7. Provo ad estremizzare (ma non più di tanto, forse): criticarlo od osannarlo, o meglio raccontarlo, non servirebbe a nulla, nè tantomeno le guide visto che Senza contare che su 20,100,1000,10000 che la ascoltano potranno raccontarlo in altrettanti modi diversi perché ognuno coglie, filtra, interpreta secondo i prprio gusti e valori, o sbaglio?

    8. Avatar gumbo chicken ha detto:

      No, serve proprio perchè soltanto ascoltando numerose opinioni e confrontandole con i miei criteri riesco più o meno a intuire com’è (mediamente, abbastanza realisticamente) un locale; e soprattutto se è un posto da cui ho basse o alte probabilità di uscire soddisfatta. magari per i motivi esattamente opposti a quelli di chi ha scritto una recensione!

    9. no non ci siamo (oh, nel senso che la vediamo in due modi diversi 🙂 )
      leggendo posso vedere se è il tipo di posto che mi può piacere, e posso essere più o meno d’accordo, ma ritengo che il professionista debba essere professionista, soprattutto nelle difficoltà, un fornitore che ti viene meno, un infortunio in cucina, ecc. ecc.
      E’ lì che ritengo necessario il professionista…

    10. Avatar gumbo chicken ha detto:

      Scusa ma tu parli di cucina – e allora probabilmente siamo d’accordo nel senso che io mi aspetto che il professionista non scenda mai sotto un certo livello – e di attese infinite o di faccende di contorno, tipo qualche distrazione del servizio o le salviette finite in bagno, che a me pare costituisca la maggioranza delle critiche dei delusi da serata storta?
      L’altra grande percentuale di delusi di solito non è rimasta abbastanza colpita dalla cucina, ma a meno che non ci siano errori terribili è la parte che per me è troppo soggettiva e anche un po’ casuale per essere rappresentativa.

    11. Mi sa che alla fine siamo proprio d’accordo 🙂
      In generale il livello di cucina non scende mai, quindi, una cosa è appurata, stiamo parlando di veri professionisti.
      I delusi:non sono rimasti abbastanza colpiti dalla cucina.
      Ma ti riassumo le mie impressioni su quanto detto su Gennarino & Don Alfonso (per parlare di due citati qui):l’uno viene criticato per una cucina poco originale e poco complessa, l’altro per una cucina “di maniera” (o giù di lì) ma tutti ci tornerebbero a piedi da tuttedue…quindi???
      Che poi scappi la distrazione tipo tovagliette in bagno, vabbè, lì mi sembra leggermente pretestuoso, o no??

  5. Avatar Ric64 ha detto:

    Comunque secondo me Gennaro Esposito si candida fortemente a diventare, dopo il tramonto di Pierangelini, il nuovo “scazzigeno” o “scazzogeno” della rete. Un buon prologo ci fu tempo fa dopo la recensione sul Papero Giallo della Guida Gourmet 2009 in cui viene trattato maluccio (e con lui le guide che si sono accodate per farlo schizzare al vertice). E vedo che si sono formate due belle squadrette di qua e di la…

  6. Considerazione assolutamente generale sui degustatori/critici:
    a volte sono molto sopravvalutati,
    a volte sono solo dei discreti fotografi.
    .
    Detto questo trovo semplicemente assurda l’idea che la cucina di Gennarino non possa essere considerata estremamente territoriale e profondissimamente mediterranea.
    A me piace molto, anzi, veramente tanto.
    Secondo me non è sopravvalutato.
    .
    Ciao

    1. La penso come te, assolutamente. Inoltre mi chiedo cosa si aspettasse di trovare il “Gourmet Padano con il palato annoiato”? Forse la Vittoria (Aiello)agghindata come Sofia la Pizzaiola nel film “L’oro di Napoli”? Oppure voleva essere servito da nu’ Scartellato?
      Mah!

    2. Avatar WoW ha detto:

      Il fatto che le piaccia molto non implica che sia mediterranea e territoriale, ma solo che lei è di parte nel suo giudizio

  7. Ho l’impressione che a Esposito certi giudizi (soprattutto il primo posto nella guida del Gambero, che ormai possiamo dire detiene da solo) abbiano fatto più male che bene. Fino a un anno fa, a trovare qualcuno che non tirasse fuori mirabilie sulla sua cucina e sul suo fantastico rapporto qualità/prezzo, mentre si malediceva la Michelin che non gli dava due stelle. Ora il prezzo è un po’ aumentato (25% in due anni per il menu più importante, non poco), ma secondo me il 95 gamberiano e le due stelle Michelin hanno fatto salire troppo le attese.
    Io l’ho provato due anni fa e mi sono trovato benissimo da qualsiasi punto di vista. Se poi in questi due anni si è lasciato andare, boh, ma non credo…

  8. Avatar massimo lanza ha detto:

    Gennaro Esposito è probabilmente il miglior cuoco italiano del momento !

  9. Avatar emanuele barbaresi ha detto:

    La risposta è sì, è sopravvalutato. Al punto che a suo tempo ho utilizzato proprio la Torre del Saracino come paradigma del meccanismo con cui le guide gastronomiche “creano” nuovi personaggi. E sto parlando solo di cucina, non mi riferisco al resto.
    Con questo non intendo dire che Esposito non sia un bravo chef. È bravo, bravissimo, ma certo non così bravo come il Gambero Rosso prima e le altre due guide che contano poi hanno decretato. Vale senz’altro una stella “alta” o, a essere buoni, due un po’ generose. Allora, però, il vicino Don Alfonso dovrebbe averne obbligatoriamente tre: non si scappa (anche se è stucchevole tornare sempre sullo stesso argomento…).
    C’è da dire che i piatti molto “italiani” di Esposito incontrano più facilmente i gusti del nostro pubblico. Le guide lo sanno e forse è proprio per questo che hanno lanciato in modo così clamoroso questo chef. Però la sua è una cucina che resta, ovviamente a mio parere, un po’ priva della complessità e dell’eleganza, in parte anche dell’originalità, che dovrebbero contraddistinguere le cucine davvero grandi. Detto questo, non si può certo giudicare un ristorante in occasione di momenti conviviali come quelli di cui avete parlato. E comunque tornerei con piacere alla Torre del Saracino anche adesso, se solo non fosse così lontano da Milano!

    1. Avatar gumbo chicken ha detto:

      Uhm uhm…deduco che sia un altro dei casi in cui:
      dalla media dei giudizi risulta che sia uno dei migliori d’Italia = la maggioranza sbaglia, solo Barbaresi che dice il contrario svela la verità

      Per altri ristoranti ricordo che,s empre secondo Barbaresi, invece vale l’esatto opposto:
      dalla media dei giudizi dei critici risulta che sia uno dei migliori d’Italia = la maggioranza ha per forza ragione, chi dà un giudizio discordante sbaglia.

    2. Avatar emanuele barbaresi ha detto:

      Queste sono le tue deduzioni, diverse però da quello che ho detto. Non è la prima volta che capita, del resto.
      In ogni caso non ho svelato alcuna verità, mi sono limitato a esprimere la mia opinione. Se posso.

    3. Avatar gumbo chicken ha detto:

      Io ho enfatizzato il concetto, però quando il commento inzia con “Sì è sopravvalutato” mi sembra una presa di posizione piuttosto netta; avendo letto da poco le diatribe sul Don Alfonso, mi fa riflettere.
      Poi certo, si sa che abbiamo punti di vista diversissimi e gusti lontanissimi e ovviamente equivoci e incomprensioni possono capitare.

    4. Avatar emanuele barbaresi ha detto:

      Quando sono convinto di una cosa, assumo una presa di posizione netta. Non vedo che cosa ci sia di sbagliato in questo. Poi è ovvio che si tratta della mia opinione, spero circostanziata e motivata, non della “verità”. Mi sembra così ovvio che non capisco come si possa equivocare sul punto.
      Quanto ai punti di vista diversissimi e i gusti lontanissimi non saprei dire, non conoscendo bene i tuoi, così come non credo tu conosca i miei.

    5. Avatar emanuele barbaresi ha detto:

      volevo dire… assumo una posizione netta

    6. Avatar gumbo chicken ha detto:

      Bé in recensioni, giudizi, commenti e voti si leggono anche i gusti di chi scrive.
      Mi sembra di dire una cosa ovvia, per te/voi non lo è?

    7. Avatar emanuele barbaresi ha detto:

      Allora diciamo che tu conosci i miei, mentre io non conosco, se non in piccola parte, i tuoi. Mi sembra di ricordare che il tuo chef preferito sia Pierangelini, ma mi sembra anche di ricordare che la tua “passione gastronomica” sia abbastanza recente. Ciò significa che, con ogni probabilità, le tue esperienze in tema di grandi ristoranti sono ancora abbastanza limitate. Quindi, magari, se conoscessi le cucine di un numero consistente di altri grandi chef (italiani e non) le preferiresti a quella del pur bravissimo Pierangelini… Chi può dirlo?
      Adesso, però, mi è venuto in mente che ti piace anche la cucina di Scabin. Ecco, almeno un punto in comune ce l’abbiamo!

    8. Avatar gumbo chicken ha detto:

      Anche se non ho provato un’infinità di ristoranti, conosco molto bene i miei gusti e le mie priorità e non scorgo all’orizzonte nulla che sembri altrettanto tagliato su misura per me quanto quello di cui ho parlato un milione di volte. Per il resto, è vero che il Combal resiste al secondo posto nella mia (personalissima) classifica complessiva, però parlando puramente di cucina Esposito mi è rimasto altrettanto impresso (motivo per cui mi è preso lo slancio a scrivere su questo post).
      C”è da dire che io adoro l’alta cucina, ma non l’alta ristorazione (leggi: molti aspetti di contorno che per la media dei gourmet e soprattutto guide sono fondamentali, per me sono poco importanti o addirittura fastidiosi). Il mio standard ideale di locale l’ho trovato quest’anno a Lione e penso che pochi sarebbero d’accordo con me, quindi…io viaggio per la mia strada! :-)))

      p.s. In realtà esiste una manciata di altri locali su cui concordo con il tuo punto di vista, ma è una netta minoranza!

    9. Avatar angelo ha detto:

      scrivo un pò tardi lo sò, ma mi ero perso questo “acceso confronto”…io mi schiero con Vuggì e Barbaresi. Hanno il coraggio di uscire dal coro dei “gennarino boys”. Sono stato alla Torre tre volte (penso bastino) e ogni volta sono rimasto “eufemisticamente” perplesso. E’ un ottimo chef, per carità ma, consentitemi di ribadirlo, se a lui danno 2 stelle al Don Alfonso dovrebbero darne “4 ! “. Non c’è storia, dal confronto Iaccarino esce vincente alla grande. Se poi mi consentite prima di Esposito, in Costiera, ci metto La Taverna del Capitano…i 95 punti del gambero rosso sono proprio esagerati !!

  10. Avatar fabrizio scarpato ha detto:

    La recensione di Vuggì da Vico non mi è piaciuta. Già prima di questo post l’avevo letta da Facebook e qualcosa mi stonava. Solita attenzione e precisione nel percorso a tavola, ma l’aria, il tono, le parole provocano un certo senso di irritazione: Gennarino, cuocone bonaccione partenopeo, guaglione, la mezza favela intorno, capisciammè, gourmet padano, mbè.
    Non c’è niente di più odioso del parlare e ostentare un dialetto quasi abbassandosi.
    Credo nell’onestà intellettuale di Sacco ed evidentemente la Torre non l’ha coccolato per bene: ma forse c’erano altre parole, altri toni per dirlo.

    1. Avatar gumbo chicken ha detto:

      Comunque, per precisione, la rece è “By MdM”. Sempre Vuggì Team, ma non il bosssss. :-)))

    2. Che e’ quello che stronco’ Bottura a suo tempo, prima che quest’ultimo proponesse una cena riparatrice a vuggi’….

      Quindi stiamo tranquilli, il gourmet padano potrebbe restare in Padania.

    3. Mah, vedendo le affiliazioni di ristoranti fra gli “Amici Gourmet”, si evince chiaramente l’assoluta assenza del Sud Italia.
      Quasi che abbiano percepito tale presunta padana superiorità e non abbiano voluto intorbidirla.
      In ogni caso queste sono illazioni prive di ogni fondamento, il chiacchericcio tipico delle piazze assolate ed assonnate del nostro Sud.
      La realtà è sicuramente un’altra.
      Però ha ragione Fabrizio Scarpato, il tono complessivo della rece è quello che lui ha notato.
      Ciao

    4. Avatar fabrizio scarpato ha detto:

      Chiedo venia, non l’avevo notato. Preoccupante però che i collaboratori usino le frasi e il lessico del capo. Un po’ di personalità, suvvia. Comunque non cambia nulla nel mio disagio.

    5. Spiace per il disagio…
      MdM Massimo De Marco oltre ad essere nella mia squadra ed in quella di un altra importante guida nazionale, è un bravo ragazzo appassionato, il suo modo di esprimersi per chi lo conosce è semplicemente ironico e ficcante, poi chi vuole giocare con il razzismo e la padania lo faccia pure in ogni caso il sangue calabrese di MdM porta i dovuti anticorpi…
      Saluti.
      Vuggì.