di Leonardo Romanelli 24 Aprile 2012

Chi sarà il Cracco di domani? In quali sperdute località si annidano i nuovi Bottura? Ma più che altro, perché non approfittare del ponte 25 aprile – 1° maggio per dar fondo agli ultimi risparmi e al diavolo l’Imu? Già, ma su quali ristoranti puntare, quanto ci costano e cosa scegliere dal menu? Seguendo i nostri 8 consigli tra cucine d’albergo, giovani promesse, passaggi generazionali, osterie futuribili e moderne trattorie anche voi un giorno potrete dire agli amici con aria annoiata: “io ci sono già stato“.

(1) EL COQ, Mariano Vicentino (Vi)

Per il momento Lorenzo Cogo è prigioniero del ruolo “giovane promessa”, riflettori puntati ma senza eccedere. E’ il momento di scoprire come cucina. Innovatore, vivace, arbitro del suo destino, prodotto di punta del distretto vicentino incredibilmente attivo. Se ci andate scegliete i favolosi gnocchi con cavolfiore, ciliegie e scampi. 65 euro tre portate vini esclusi.

(2) IL PIASTRINO, Pennabilli (Rn).

La ridanciana provincia di Rimini non è solo costa. Lontano, per chilometri e mentalità, c’è Pennabilli, entroterra impervio dove nessuno aprirebbe un ristorante a vocazione stellata. Nessuno tranne Riccardo Agostini, chef di apparente freddezza ma appassionato di erbe aromatiche, carni cosiddette alternative, gamberi di fiume e prugnoli in stagione. Vale i saliscendi. 60 euro vini esclusi.

(3) MAGNOLIA DELL’HOTEL LORD BYRON, Forte dei Marmi (LU).

Un imprenditore gastrofanaticamente compiaciuto nel lanciare giovani cuochi nei suoi alberghi della costa toscana. A Salvatore Madonna va il merito di aver scoperto Andrea Mattei, lo chef che ha messo in carta piatti anticonvenzionali in una zona tra le più tradizionaliste d’Italia, la Versilia. Ma lo ha fatto senza spaventare nessuno, rimpiazzando i classici di mare con  portate meravigliose, vedi il lampredotto con i gamberi o gli agnolotti di razza con carote ricci di mare. 90 euro vini esclusi.

(4) LA TROTA, Rivodutri (RI).

Sfida: come si resta in piedi passando da una calda trattoria familiare a un locale di livello? Per quel che riguarda la cucina valorizzando il pesce di acqua dolce, emblema della zona, oltre alle carni, agnello e in particolare frattaglie, come nella principesca trippa di vitello. Cortesia e professionalità non sono state artificialmente modificate. 80 euro vini esclusi

(5) LA LOCANDA DELLE GRAZIE, Curtatone (MN).

Uguale a Veneto, Emilia e Lombardia con le quali confina, ma ugualemente diversa la provincia di Mantova, abbastanza mondo a sé. Oltre agli innegabili vantaggi gastronomici di trovarsi qui, si riconosce il lavoro della cucina. Nel luccio in salsa con la polenta, la frittata di saltarelli, il risotto col puntel, gli stracotti di carne. Classico ma inappuntabile il millefoglie dolce. 30 euro escluso vini.

(6) AL CONVENTO, Cetara (SA).

Dal 14 giugno, concessioni edilizie permettendo, Pasquale Torrente sarà l’impegnato chef del ristorante gastronomico di Eataly Roma, conviene andarlo a visitare in questo periodo, relativamente tranquillo. Ci si fa trascinare dalla naturale simpatia, e si provano le specialità, prima tra tutte l’obbligatoria colatura di alici. Pizze e ottime paste con il pesce completano la lista degli assaggi imperativi. Lì vicino c’è pure la sua taparia ”Pane e Coccos”. 40 euro vini esclusi.

(7) ANTICA CORONA REALE, Cervere (CN).

La famiglia è sempre lei, da decenni, fino a qualche anno fa guidata da Renzo, il padre, oggi da Gian Piero, aria semplice ma molto divertita, entusiasta di recitare la sua parte. Tutto quello che fa Piemonte trova posto sulla tavola, lumache, porri, peperoni, asparagi e volendo, le rane. Pasta allietatato da molte bollicine, facile cogliere la gioia del finale, grazie ai dolci squisiti. 80 euro vini esclusi.

(8) CAPPUN MAGRU IN CASA DI MARIN, Riomaggiore (SP).

Ci risiamo. Alcuni fortunati conquisteranno le Cinque Terre, forti del meteo che nel prossimo weekend non prennuncia alluvioni. Terminate le fatiche del trekking giornaliero ci si ritira nell’entroterra, in un ristorantino ricavato da un appartamento con le sale disposte su due piani. Offerta minimal, pochi piatti eseguiti alla perfezione e il servizio familiare. Il Cappun magru va da sé, è il piatto da non mancare, ma non mangiare le mattonelle di panissa è puro sadismo, io ve lo dico. 40 euro vini esclusi.

[Crediti | Immagine: Traveller]