di Lorenza Fumelli 27 Marzo 2012

Cavolo quanto amo i sondaggi. Ne ho fatto uno casalingo ieri sera grazie alla collaborazione di un gruppo di amici e l’argomento era: il ristorante perfetto. Ora mi spiego. Prima di tutto: i soggetti del sondaggio non sono maniaci dell’haute cuisine. Piuttosto ottime forchette inseribili nell’ampia categoria che va dagli amanti della tradizione a quelli che si concedono uscite più impegnative, ogni tanto, spinti da una curiosità sana e non ossessiva per la cucina di ricerca. In sostanza: la maggior parte dei mangia-fuori.

Ho chiesto al gruppetto assortito di scrivermi la top-five assoluta delle prerogative che un ristorante deve avere per entrare nelle loro grazie, per diventare il posto del cuore, per raggiungere lo status di ristorante Comfort trasformandoli in clienti abituali.

Vi riporto i dati:

Paolo.
1. Accoglienza (servizio armonico e gentilezza della brigata in sala).
2. Cucina tradizionale.
3. Qualità del cibo (intesa come qualità della cucina e degli ingredienti).
4. Presenza di un’area fumatori.
5. Qualità del caffè.

Federico.
1. Qualità del cibo (intesa come qualità della cucina e degli ingredienti).
2. Cucina tradizionale.
3. Presenza di un’area fumatori.
4. Ottima carta dei vini.
5. Buon rapporto qualità/prezzo.

Fabrizia.
1 Qualità del cibo (intesa come qualità della cucina e degli ingredienti).
2 Accoglienza (servizio armonico e gentilezza della brigata in sala).
3 Buon rapporto qualità/prezzo.
4 Pulizia e igene dei bagni.
5 Ambiente (inteso come ben arredato, ben illuminato e poco rumoroso).

Simone.
1. Qualità del cibo (intesa come qualità della cucina e degli ingredienti)
2. Rapporto di amicizia con lo staff.
3. Pulizia e igiene dei bagni.
4. Buon rapporto qualità/prezzo.
5. Ambiente (inteso come ben arredato, ben illuminato e poco rumoroso).

Stefano
1. Rapporto di amicizia con lo staff.
2. Cucina tradizionale.
3. Ambiente (inteso come ben arredato, ben illuminato e poco rumoroso).
4. Presenza di un’area fumatori.
5. Musica ben selezionata e al giusto livello di volume.

Mauro.
1. Qualità del cibo (intesa come qualità della cucina e degli ingredienti).
2. Accoglienza (servizio armonico e gentilezza della brigata in sala).
3. Cucina tradizionale.
4. Presenza di un’area fumatori.
5. Buon rapporto qualità/prezzo.

Valerie.
1. Pulizia e igiene dei bagni.
2. Qualità del cibo (intesa come qualità della cucina e degli ingredienti).
3. Accoglienza (servizio armonico e gentilezza della brigata in sala).
4. Rapporto di amicizia con lo staff.
5. Buon rapporto qualità/prezzo.

Daniele.
1. Ecosostenibilità.
2. Simpatia.
3. Rispetto per le minoranze.
4. senso di responsabilità.
5. Gioia di vivere.

Volendo ora compilare una classifica sulla base dei dati raccolti, ecco il risultato:

1. Qualità del cibo (intesa come qualità della cucina e degli ingredienti).
2. Accoglienza (servizio armonico e gentilezza della brigata in sala).
3. Cucina tradizionale e genuina.
4. Rapporto di amicizia con lo staff.
5. Pulizia e igiene dei bagni.

Conclusioni.
Se fumi, è innegabile che la sigaretta a fine pasto, magari gustando un distillato, sia importante per sentirsi a proprio agio nel ristorante abituale. Inoltre, mi ha colpito che la qualità del vino sia citata da un solo votante, stessa cosa per il caffé. Il rapporto qualità/prezzo, se pur importante, non rientra nella top-five delle top-five al contrario del rapporto con il personale (leggi fiducia, simpatia, dialogo).

Obietterete che il campione è limitato e non si può ragionare così, già lo so. Ma infatti, il resto del sondaggio prosegue qui, proprio con voi. La domanda è: in ordine di importanza, quali sono i 5 criteri che trasformano un locale qualsiasi, nel vostro ristorante Comfort?