di Fabrizio Scarpato 10 Aprile 2010

Dimmi cosa scegli e ti dirò chi sei. Se slurpi il cono sei un voglioso, se approvi il cremino con lo stecco sei insicuro (vaglielo a spiegare a quelli del Magnum) e ancora, se ami il biscotto sei un bambinone, mentre il ghiacciolo esprime effimera caducità, al contrario della coppetta, equivalente di sicurezza e controllo, per non parlare della modernità di chi addenta praline ghiacciate mordi e fuggi. Lo dice l’Istituto del gelato Italiano, e beh… se lo dice lui (attenzione: Pdf). Resta solo da capire come classifichiamo chi succhia un Calippo.

Primavera, torna la voglia di gelato. La Gelato University della Carpigiani o l’Università dei Sapori di Perugia stanno andando alla grande con un boom di iscritti che arrivano anche dall’estero. Fa eco la Confartigianato, secondo la quale in Italia, negli ultimi 5 anni hanno aperto quasi 4000 nuove gelaterie, più del 10% del totale. Ma l’aumento del numero non sempre coincide con un incremento della qualità, anzi, alla dimunizione dei clienti, si finisce spesso col rispondere buttandosi nei semilavorati, per risparmiare. Guido Martinetti di Grom, afferma scettico che chi si improvvisa prima o poi chiuderà.

Non è tutto oro quel che luccica, quindi, così come non basta aprire una gelateria per fare un buon gelato: chiedere a Simone Bonini della Gelateria Carapina di Firenze.

Help! Che vi risulti, ci sono novità nella geografia 2010 del gelato? Non i soliti noti di Roma o Firenze, Grom non vale, men che meno i classici della gelateria siciliana. Novità vere, posti appena aperti o ingiustamente trascurati. Indirizzi da non perdere per motivi artistici (come la Gelateria Novecento di Parma, in Strada Cavour, 24, specializzata in coni a fiore), di gusto, perché vistosamente distanti dalla mediocrità.

[Immagine: Foodies at Home]