di Leonardo Romanelli 1 Agosto 2012
giuda ballerino, esterno

E’ pericoloso incuriorirsi per un nome buffo e originale, Giuda Ballerino, è pericoloso perché stando alle scelte del locale, diciamo multifunzionale, è tutto fin troppo fattibile, dal pret à manger se mi passate l’espressione (Giuda Ballerino bar e Giuda Ballerino osteria), a l’haute couture… daje (il ristorante top). E se fosse vero che chi troppo vuole nulla stringe?

La saletta, meno di 20 posti, è piena di fumetti che suggeriscono un mondo fantastico, un po’ Pedro Almodóvar un po’ Mulino Bianco. Sono veramente ovunque: pareti, mobili, menu, bagni (sì, bagni), quando ci si abitua regalano la possibilità di immedesimarsi senza sentirsi scemi.

C’è qualcosa di piacevolmente fumettistico anche nel cameriere che porta in tavola i tre menu degustazione da 65, 70, 80 euro. Con tono di voce lento e ammaliante spiega la carta d’identità dei piatti, accanto al nome c’è la data di nascita. Invece nella carta dei vini c’è la sigla N.D. (non disponibile) accanto a troppe voci, cosa ne dici Giuda Ballerino di proporne meno? il sommelier pensa bene di suggerire abbinamenti al bicchiere.

Piatti suggeriti: panino con porchetta e gambero crudo, baccalà mantecato e peperone servito in una scatola che, non sarà il massimo dell’eleganza ma fa simpatia, e un voluttuoso spiedino di gambero in pasta fillo con spuma di mortadella.

Piatti meno suggeriti: crudo di pesce sì fresco, ma senza slanci di sapore; ravioli di burrata, scampi, con zucchine, limone candito e colatura di alici di Cetara penalizzati dall’eccesso di limone.

Piatti non suggeriti: pollo cotto nel latte e tabacco, accompagnato da tartare di gamberi rossi con capperi e arachidi, eccessivo, un gruppo indiscriminato di ingredienti per lo più sgradevole.

Antipasti 20 euro, primi idem, secondi 30 euro. Consolante e civettuola la piccola pasticceria che accompagna il caffè.

[Crediti | Immagine: Rome’s home]