di Massimo Bernardi 16 Giugno 2010

In quanto persone di mondo, i lettori di Dissapore hanno fatto dell’elenco di ieri, Cose che tutti sembrano amare ma io odio, la “best lista ever”, sia messo a verbale. Solo che ultimamente —Sgarbi, esci da questo corpo— mi sento estraneo al mondo anche parlando di ristoranti. Per la precisione, sembra che qualsivoglia locale io ami, voi lo odiate, e viceversa. Okay, nomi e cognomi. Alcuni dei migliori per me (aka: alcuni dei peggiori per voi) sono: Don Alfonso a Sant’Agata (NA), chef Ernesto Iaccarino; Il Piastrino a Pennabilli (RM Rimini), chef Riccardo Agostini; Il Canto a Maggiano (SI), chef Paolo Lopriore; Il Sanlorenzo a Roma, chef Enrico Pierri;  Villa Feltrinelli a Gargnano (Bs), chef Stefano Baiocco; La Costarella a Numana (AN), chef ? Posti dalla reputazione controversa o bene che vada, ignorati.

Al contrario, mi respingono le mangiatoie di lusso inaccessibili per conto e ridicolo dress-code tipo La Pergola (pur se amata dal nostro guru), o l’Enoteca Pinchiorri, 250/275 (n)euri senza vino, servizio e bevande, ma ammetto di mancare da tempo. Anche posti di “raffinata eleganza” signora mia, vedi Da Vittorio a Brusaporto (BG), la cui cucina mi scuote quanto un freezer. E ancora: La torre del Saracino, ex miti agée tipo Sadler a Milano, cocchi della stampa come Il Pagliaccio di Roma. Tutti luoghi apparentemente amati dai ristofanatici.

Allora, sono io? Esistono tracce di qualcuno lì fuori che sia d’accordo con me? Quale ristorante detestate anche se tutti sembrano amarlo, e viceversa?

[Nella foto di Maurizio Camagna, il meraviglioso banco del pesce all’ingresso del ristorante Il Sanlorenzo di Roma]