di Leonardo Ciomei 24 Luglio 2009

Una pubblicità del ristorante Al Gambero Rosso di San Vincenzo, pre Fulvio Pierangelini

A Milano, il Gualtiero Marchesi di via Bonvesin della Riva aveva preso la seconda stella Michelin. I giornali si facevano con il ticchettio contemporaneo di 100 Olivetti. Colpivano le Brigate Rosse, Fabrizio De Andrè era stato rapito dall’Anonima Sarda. Il Gambero Rosso di Stefano Bonilli sarebbe arrivato 7 anni dopo. Il piatto di unità nazionale erano i tortellini panna prosciutto e funghi. Come da ritaglio (DOVEVAI, Editoriale L’Espresso) il Gambero Rosso di San Vincenzo era ancora di un certo Marino. L’anno dopo, il 1980, sarebbe cominciata l’avventura di un 27enne di belle speranze: Fulvio Pierangelini. C’è nella vostra vita un ricordo indissolubilmente legato a un ristorante?