Salvarsi la vita a San Valentino: 8 vini da abbinare in 8 cene diverse

Salvarsi la vita a San Valentino: 8 vini da abbinare in 8 cene diverse

San Valentino è una iattura inaudita.
San Valentino è il trionfo del romanticismo.
San Valentino è il simbolo della decadenza dei tempi.
San Valentino è il pretesto per passare una dolce serata con chi si ama.
San Valentino è la giornata voluta dai ristoratori per raddoppiare il fatturato.

Quale che sia la vostra opinione sulla questione, se non siete single, misantropi o impegnati a intrattenere infanti irrequieti, molto probabilmente finirete in un ristorante. E berrete del vino. Ecco il vino magari scegliamolo bene e che sia di gradimento a chi avete di fronte. Non è il giorno degli onanismi enologici, insomma. Per quelli ci sono i wine-bar dei vostri amici.

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Tracciamo qualche casistica, contemplando assolutamente l’indice UCPDFUGA. Esiste? No, l’ho appena inventato per tutti i wine geek e ha un forte valore strumentale. La sua dicitura corrisponde a: uniche cose che potete dire sul vino prima che il partner decida di fuggire.

1. Cena allo stellato.
Qui dovreste avere un sommelier a fare le vostre veci. E se prendete un menù degustazione siete a cavallo anche con gli abbinamenti. Ma voi siete preparati. Urge bottiglia che regge a tutto pasto e assecondi la complessità della proposta. Qualcuno ha detto Champagne? Visto che siete in un ristorante di livello ed è una giornata speciale ordiniamo questo benedetto Krug. Magari una vecchia annata.

Indice UCPDFUGA: Un vino mitico, leggenda del metodo francese dal 1843, che arriva sugli scaffali delle enoteche dopo 10 anni di affinamento.

2. Cena intima a casa.
I veri romantici acchittano un signor pasto a casa – e non scrivono mai acchittano! Il partner, consapevole di avere un compagno incapace ai fornelli, potrebbe invece desiderare più vino del solito per dimenticare il pasto piuttosto che abbinarlo. Apriamo un Le pergole torte 2004, o anche un 2008. Benchè uno Champagne…

Indice UCPDFUGA: da Montervertine il sangiovese ai suoi massimi. Rosso elegante, complesso e rivoluzionario

3. Cena al mare.
Avete una casa al mare o la pazienza di farvi una trasferta per mangiare a quel ristorantino di pesce dove vi siete promessi amore e fedeltà perfetta. Pasta allo scoglio e frittura? Diamogli di Verdicchio Villa Bucci Riserva. Se hanno le vecchie annate prendete la 1999. Ma se volete prendere uno Champagne…

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4. Cena in camera d’albergo.
Qui, o siete persone eleganti e facoltose o potreste impattare situazioni tragiche. Se finisce con voi che affondate i denti nella pizza dell’egiziano – che vi hanno portato in stanza con aria dimessa – magari potete nobilitarla con un rosato abruzzese. Tipo il Tauma 2012 di Giuliano Pettinella. O volendo potete portarvi da casa uno Champagne e dedicarvi ad attività leggermente meno caloriche ma molto più soddisfacenti.

Indice UCPDFUGA: un rosato vero ed emozionante, espressione esemplare del Montepulciano d’Abruzzo.

5. Cena in enoteca.
Siete una coppia di gourmet con un’ottima conoscenza del vino. Scatta l’enoteca con una buona cucina e la carta dei vini infinita stile Roscioli (magari potete mangiare proprio lì). È tempo di Riesling: proviamo un Hermannshöhle – Dönnhoff 2009, ma se vi va uno Champagne…

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6. Cena senza cenare.
Avete optato per una cena casalinga improvvisata ma curata nei dettagli. Preparate gli antipasti mentre infornate un filetto di maiale alle mele. Scatta il raptus sessuale prima di preparare il risotto. Amen, il solito Champagne rimane in frigo. Però il Prosecco Frozza Col dell’Orso ve lo siete bevuto.

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7. Cena in trattoria tipica.
Siete inguaribilmente rustici ma la cosa non turba nessuno dei due; avete la fortuna di vivere nelle Langhe dove vi saziate abbondantemente in una cena dove il tasso di romanticismo è tenuto al guinzaglio. Pasteggiando con uno splendido Dolcetto d’Alba superiore Roddolo del 2008.

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8. Cena in montagna.
Fa ancora freddo e l’intestino brontola per essere appagato. Brasato, polenta, salumi e formaggi. Amoreggiare dopo un pasto del genere sarà dura ma vi piacciono i sapori forti. C’è bisogno di struttura ed eleganza: stappiamo Barolo Bussia di Giacomo Fenocchio. L’annata? Fate voi, beccate sempre bene.

Indice UCPDFUGA: bella realtà di Monforte ancorata alla tradizione ed economicamente accessibile. Ovviamente la longevità del Barolo suggerisce di andare indietro di qualche lustro.