di Sara Porro 6 Settembre 2012
latte, biscotti, colazione

Archiviare alla voce: segni dell’età. Se un tempo mappavo con precisione i migliori cocktail della città, ora mi emoziono solo per la colazione. “Ti devo portare in questo posto nuovo fan-ta-sti-co” trillo alle amiche “Ci sei mercoledì alle 9?” “Certo, vengo dopo il lavoro” “Prima del lavoro!”

Ed è così che ho conquistato il titolo di Sindaco su Foursquare di svariati bar e pasticcerie, il che è un risultato notevole se pensate che, in fondo, faccio colazione al massimo due volte al giorno.

Per una copertura enciclopedica a livello nazionale, vi rimando a The Breakfast Review, il sito degli affiliati al culto della sacra diade cappuccino+brioche. Io ogni tanto ci vado solo per guardare le foto, una sorta di cappuccino porn.

Quella che segue, invece, è una proposta di top 3 della colazione milanese. Prima di tutto, sono fautrice della colazione classica, quella che invano i nutrizionisti ci raccomandano di abbandonare a favore di fette biscottate integrali, yogurt magro, un velo di marmellata e una mela nei giorni di festa: cappuccino e brioche. Ecco dove:

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Cappuccino da Marotin, via Archimede 59.
Un locale piccolo e grazioso, il prototipo del bar du coin francese. Accoglienza calorosa, brioche deliziose, ottima pasticceria secca. E il cappuccino migliore di Milano: chiaro, a temperatura perfetta, uniformemente schiumoso (la schiuma non sta sopra al cappuccino! La schiuma è il cappuccino), offre lo stesso conforto psicologico di un bagno caldo – con anche le candele accese sul bordo della vasca. Costa 1,30 Euro. Nel resto della giornata, è una buona opzione per il pranzo e per la merenda.

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Brioche da Pavè, via Felice Casati 27.
Pavè si definisce “un soggiorno con laboratorio di pasticceria”, e in effetti sembra di stare in un soggiorno arredato al mercato delle pulci (non quello disgraziato di Corsico, quello chic del Naviglio Grande). Il senso di intimità casalinga comincia dallo stile finto trasandato delle capigliature dei gestori: quando ci vado la domenica mattina a mezzogiorno, con il segno del cuscino sulla faccia mi chiedo: Si saranno appena alzati anche loro? Eppure sono aperti dalle 8:30! Dunque: le brioche. Fatte in casa con lievito madre e burro, sono su livelli difficili da eguagliare. La160, in particolare, è come il gonnellino di Eta Beta: all’apparenza piccina e inoffensiva, al secondo morso travolge con una marea di marmellata, perfetto contrappunto acidulo alla dolcezza dell’impasto. Ci vuole una certa cautela per evitare di impiastricciarsi – non che sia un vero problema per me, generalmente ho dormito il sabato notte con la maglietta con cui esco la domenica mattina. Nel resto della giornata: panini, aperitivi e merende.

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Bignè da Sissi Pasticceria, Piazza Risorgimento 6.
Pasticceria rosa confetto, dall’aria romantica, Sissi è spesso drammaticamente affollata, e sedersi a uno dei tavoli del piccolo dehors esterno significa prepararsi a spendere un po’ (un po’…troppo, dicono i detrattori). I pasticcini, però: io resto al banco e ordino un cappuccino e un bignè chantilly. A seconda dei giorni, costa una cifra variabile tra 1,50 e 2,10 Euro, in base all’altezza, che varia da “il tuo solito bignè” a “una fedele replica del Burj Khalifa di Dubai”. Quello che non cambia mai è la qualità: la pasta del bignè è sempre soda e asciutta, la crema freschissima e la panna montata baldanzosa. Sotto, il bignè ha una piccola crosticina caramellata che offre uno spunto di croccantezza. Nel resto della giornata: pasticceria da asporto, merenda, aperitivo.

[Crediti | Link: TBR, PavèMilano, l’immagine di Sissi Pasticceria è di EatandTravel]