Il problema fondamentale per chi vuole scrivere di cibo in italiano, è che pur essendo una lingua meravigliosamente espressiva per quasi tutto – voglio dire nessun altra lingua si avvicina al numero di parole descrittive che ha l’italiano – è incredibilmente limitata quando si deve raccontare il cibo. In particolare, l’apprezzamento per le cose che mangi. Credo esistano delle spiegazioni culturali, in passato il cibo non era considerato un argomento consono a una conversazione educata. Si pensava che fosse buono così come veniva servito, e parlarne sarebbe stato come dire che non lo era. Un tema poco virile, tra l’altro, più adatto alle donne.

Ciabattoni “mare da bora”, con ostriche crude, succo d’alga e uova di coregone.

Il mio problema è che trovo realmente difficile usare le poche parole disponibili, non scriverò mai che qualcosa è “succulento”. “I sentori aleggianti”. “Irrorare”. “Goduria”. “Acquolinoso”. Non posso scrivere “coccole”. La lingua del menù non si presta a una scrittura seria e neanche divertente. Per questo va trovato un altro modo di parlare del cibo. Ci penso ogni volta che sto per scrivere qualcosa, la verità è che il cibo è la grande metafora della vita. Non c’è niente che non sia stato usato come una similitudine – pane per i nostri denti, il bastone e la carota, il sale della terra – tutto ciò che è cibo è stato riferito alla vita, perché non è possibile il contrario? Perché non posso usare qualsiasi aspetto della vita per alludere al cibo?

Una delle cose che volevo fare scrivendo di cibo era espandere il modo di parlarne. Pensavo che buona parte della scrittura sul cibo e sui ristoranti fosse distante dal suo scopo, una formula fossilizzata sulle competenze. Ma mangiare è tutto. E’ la sola cosa che ogni persona fa su questo pianeta.

Beccaccia alla marchigiana.

Così, oggi, non userò le parole per descrivere una delle cene più consistenti che abbia mai fatto e forse, che mai farò. Ma numeri, solo numeri da 1 a 10. E un paio di fotografie. Un po’ per incoraggiare anche voi a trovare un altro modo di parlare del cibo. Un po’ perché nel raccontare una cena così rispondente alle mie aspettative il rischio di essere banali è alto.

La cena si è svolta nel ristorante di Mauro Uliassi a Senigallia (Ancona), appena riaperto, alternando per volontà dello chef, piatti di pesce a piatti di carne. Curioso. E rischioso. Ma dal risultato ho capito che il rischio era calcolato. Ancora una cosa, i numeri non descrivono il senso di familiarità che si respira nel ristorante marchigiano, l’ingrediente metafisico che non è nelle ricette.

1 – Gelato di riccio, zuppa di cavolfiore e trippe di baccalà | 7
2 – Lonzino affumicato, pere alla grappa e leccia | 6
3 – Sogliola, cardi, salsa fredda di vino bianco e ginepro | 7
4 – Tordi, olive, raguse e cipollotto | 8
5 – Patè di pernice rossa, fichi e noci | 6
6 – Fondente di patate e ragout di merli | 8
7 – Gambero rosso con gelatina di scalogni e pinoli | 7
8 – Colombaccio, cipollotti in agrodolce e acciughe del Cantabrico | 10
9 – Ravioli di patate con rigaglie di selvaggina, burro, salvia e nocciole caramellate | 6
10 – Ciabattoni mare de Bora | 8
11 – Beccaccia | 9
12 – Tirami…Su | 7

Vini: Palio San Fiorano 2002 – Monteschiavo; Friulan 2007 – M. Schiopetto; Orgiolo 2007 – Marotti Campi; Stefano antonucci Marche Rosso 2007; Santa Barbara; Regina del Bosco 2001 – Dezi.

Rivelazione: La cena è stata offerta.

commenti (40)

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  1. Avatar Arcangelo Dandini ha detto:

    Grandissimo Mauro, mi sto’ preparando per andarci a Maggio…..e non vedo l’ora.

    1. ecoo un altro ristorante che mi manca…

      Ci dovevo andare con il Ciomei (e amici) poi gli ho dato buca, idem Patatone.

      Credo che lo rimpiangerò a lungo.

      🙂

    2. se andando a Senigallia passi x Gubbio salto in auto, sempre che non si tratti di tète a tète…:-)

    3. Avatar gumbo chicken ha detto:

      Comunque – dato che è stato uno dei tre ristorantoni in cui sono andata a mangiare da sola – posso dire che si sta bene anche così.

      Tavolino con vetrata sul mare, accoglienza è rilassata (sperando non sia cambiata nel frattempo), ti gusti tutti i piattini senza distrazioni. Di tanto in tanto, lasciare a casa gli accompagnatori è divertente! 😆

    4. Ci stavo giusto pensando, ricordo ancora la volta famosa che sei andata da sola a San Vincenzo. Molti non ci credevano.
      😉

    5. Avatar gumbo chicken ha detto:

      Davvero non ci credevano?! E perché mai dovrei inventarmi una storia del genere? Ah ‘sti forumisti. 😆
      Però quella era stata più faticosa, con andata e ritorno da Torino in giornata.

      Invece per Uliassi avevo approfittato di una settimana di trasferta lavorativa ad Ancona – quindi a parte il problema di far quadrare un inaspettato invito da parte di un collega di Senigallia (con moglie e bambina piccina) per un aperitivo pre-cena e acchiappare l’ultimo treno per tornare ad Ancona, è stato tutto più semplice. 🙂

      Tra l’altro mi ero ripromessa di tornare con più calma, ma l’Adriatico lo frequento poco. Magari adesso col camper, capiterà l’occasione. Se ci vado ti avverto! 😉

      p.s. Oh ma Bernardi con i voti è proprio rancino, neh!

    6. Avatar Antonio Scuteri ha detto:

      Gumbina, ovviamente da Pierangelini, anche se si era da soli, in realtà non si era soli: si era in compagnia della poesia, del genio, della simpatia dell’unico, inimitabile, meraviglioso Fulvio 😀

    7. Avatar gumbo chicken ha detto:

      Mi sa che tu fai un po’ il furbo eh! 😆

  2. Avatar Andrea ha detto:

    Definire la cena “consistente” è già un utilizzo della parola…
    o no ?
    Sui voti: condivido quelli sui piatti di caccia, ma non quelli sul gelato di riccio, sul gambero rosso e sui ciabattoni, che per me sono da 9.

  3. Avatar Erica ha detto:

    Non capisco bene che cosa intendi per cena consistente. Qualche parola -anche se un po’ scontata- probabilmente aiuterebbe a capire le tue impressioni sui piatti.

  4. Avatar gianluca ha detto:

    effettivamente i voti, rispetto a quanto soprascritto, sembrano un pò bassi. tanti 6 e 7……non si capisce molto alla fine

  5. Avatar Andrea ha detto:

    ecco i miei voti

    1 – Gelato di riccio, zuppa di cavolfiore e trippe di baccalà | 9
    2 – Lonzino affumicato, pere alla grappa e leccia | 8
    3 – Sogliola, cardi, salsa fredda di vino bianco e ginepro | piatto non assaggiato
    4 – Tordi, olive, raguse e cipollotto | 9
    5 – Patè di pernice rossa, fichi e noci | 8
    6 – Fondente di patate e ragout di merli | 9
    7 – Gambero rosso con gelatina di scalogni e pinoli | 9,5
    8 – Colombaccio, cipollotti in agrodolce e acciughe del Cantabrico | 9,5
    9 – Ravioli di patate con rigaglie di selvaggina, burro, salvia e nocciole caramellate | 9
    10 – Ciabattoni mare de Bora | 9,5
    11 – Beccaccia | 9
    12 – Tirami…Su | 9

    il tutto per una votazione complessiva in ventesimi, da 19.

    1. Avatar esp ha detto:

      Mi associo alla richiesta: nella foto sembra di vedere un crostino. Era forse cosparso con le interiora del volatile?