di Giampiero Prozzo 10 Dicembre 2011

“Qualcuno ha una torcia?” Il vantaggio di scrivere umili cronache di mangiatoie vieppiù lussuose e non romanzi gialli, per dire, è che non devi preoccuparti di svelare colpevoli anzitempo. Puoi perfino iniziare il racconto dalla fine, quando lo chef, ancora in camice bianco, si perde nei campi attorno alla sala e torna con dei fiori di lavanda in mano, gli stessi usati per profumare la “pasta e patate (fritte) su fonduta di provola affumicata”, che ho appena dichiarato patrimonio nazionale.

Sorride Mirko Balzano, undici dei suoi venticinque anni passati tra i fornelli, poi confida felice: “è un po’ il simbolo della mia cucina, il primo piatto nato qui, giusto il tempo di notare gli intriganti baloon di vetro”.

Dopo essere passato per le cucina di Marianna Vitale, chef stellata chef del Sud di Quarto, vicino Napoli, è ora alla guida di Villa Assunta, nelle campagne di Mirabella Eclano, territorio irpino di vino Aglianico e olio Ravece.

Durante l’aperitivo all’esterno (sì, a novembre, capita a queste latitudini) compongo il menu degustazione scegliendo liberamente 5 portate: costo 29 euro. Ventinove, non è un refuso. Lo conferma l’anti-ansiogena postilla :”Qualora si optasse per piatti con tartufo bianco, il costo previsto è di €. 35,00”. Decido di rovinarmi. Canederlo con pancetta e caciocavallo in crema liquida di zucca alla cannella impreziosito dal tartufo accolto in tavola con una ola di entusiasmo.

Poi carne. Il fatto che sia impensabilmente buona è quasi scontato, vicino a Villa Assunta c’è la macelleria di Mario Carrabs, norcino in Gesualdo. Vi risparmio banalità sul suo essere un mito o una leggenda. Anticipo di Natale grazie all’ormonale panettone arrostito con crema di zabaione.

Bella cantina con circa 200 etichette radicate nella regione, pani, grissini e piccola pasticceria vezzosa per non lasciare nulla di incompiuto.

Se state pensando di me che sono un barboso cronista di ristoranti, uno che fatica a non articolare ovvietà o smancerie per tutti, beh, aspettate. Manca la parte migliore: il conto. Vi farà rimpiangere di non abitare più vicino. E giacché Dissapore è una preziosa vetrina di visibilità, vi invito a provarla di persona questa cucina d’autore fuori dalle solite rotte.

[Crediti | Link: Villa Assunta, immagini: Giampiero Prozzo]