di Lorenza Fumelli 3 Agosto 2011

Il rappresentante del Partito per la rivendicazione della cucina come forma d’arte, dichiara: cari gastrofanatici, il tempo della discriminazione dei cuochi è finito. Piantiamola una volta per tutte di considerare questi uomini straordinari che tanto fanno per la cultura e la ricchezza del nostro paese, dei meri artigiani. La cucina è, e deve essere da tutti considerata, una vera e propria forma d’arte. L’atto creativo che porta alla realizzazione di un piatto va posto allo stesso livello di un sonetto, un monologo o di un grande quadro perché ha il potere di dare emozioni come e quanto ogni arte riconosciuta. Oggi “artista” è colui che esegue il proprio lavoro con una perizia tale da raggiungere risultati unici (cit.) e non è forse un risultato unico il Magnum di Foie Gras di Massimo Bottura? L’Ostrica virtuale di Davide Scabin? La Cipolla fondente di Salvatore Tassa? Non sono opere straordinarie il Riso, oro e zafferano di Gualtiero Marchesi o le Lenti a contatto di Carlo Cracco? Lo sono, elettori, lo sono a tutti gli effetti. Votate quindi affinché tale giusto riconoscimento sia concesso ai nostri cuochi, vanto e orgoglio del popolo italiano.

Il rappresentante del Partito che vorrebbe vietare l’uso del termine artista relativo ai cuochi, dichiara: il cuoco è un artista? Ma andiamo, cosa state farneticando? Ridimensionamento, ecco cosa ci vuole. Basta programmi Tv, basta autografi, basta ammiratori impazziti, torniamo alle basi della cucina e non dimentichiamo qual è la natura di questa professione. Ciò che i nostri avversari definiscono “atto creativo”, altro non è che una delle normali mansioni da svolgere: da una parte c’è la sperimentazione e la combinazione dei sapori per poter offrire qualcosa di nuovo ai clienti di un ristorante, dall’altra c’è la realizzazione serigrafia del piatto studiato, giorno dopo giorno. Il cuoco è un professionista e cucinare è un mestiere nobile come ce ne sono molti. Se così non fosse, dovremmo considerare artista chiunque riesca bene nel proprio lavoro. E’ un artista forse il vostro parrucchiere? Lo è per caso l’avvocato, il barista o, perché no, il dentista? Voglio infine ricordarvi, elettori, che Arte non è sinonimo di Bravura e che lo svilimento del termine in esame potrebbe causare un abbassamento drammatico del livello culturale del nostro paese.

I lettori di Dissapore sono chiamati alle urne per esprimere la propria preferenza. Per essere ammessi al voto è necessario aver pronunciato almeno una volta e ad alta voce la frase: “Fulvio Pierangelini è un genio”.

[Crediti | Immagine: GQ]