Cruda & Crudo: come abbinare la birra artigianale e altrettante crudità

S’incontrano le tendenze crudiste più affermate degli ultimi anni: cucina “raw” e birra artigianale. Nasce Cruda & Crudo, un ebook sulla strana coppia che ha per tema gli abbinamenti, quale birra abbinare alla crudité, al sushi, alla tartare di carne?

Il gioco funziona così, preparo a casa un piatto, nient’altro che un pretesto per degustare e valutare le birre in abbinamento, con l’aiuto di un panel di assaggiatori variopinto quanto il mazzo di bottiglie da testare, questa volta una ricercatrice di Letteratura italiana contemporanea e un avvocato. Alla fine, per ogni ricetta si stabilisce e condivide con voi lettori l’abbinamento preferito.

mazzancolle

PIATTO

Mazzancolle appassionate di liquirizia, cioè private del carapace e delle teste, spruzzate con il succo del frutto della passione, dove restano per qualche minuto prima essere servite. La polvere di liquirizia sciolta in poca acqua e lo zenzero, grattuggiato sopra, rendono il piatto profumato e colorato.

birre, degustazione

CONTENDENTI

In informatica i colori primari sono Rosso (Red), Verde (Green) e Blu (Blue), da cui appunto il nome RGB. I colori iniziano dalla miscelazione delle loro diverse tonalità. Sarà inconsciamente per questo che scelgo Red Mama Kriek, Green Isaac e Blue Wayan, tre birre in bottiglia di Baladin, perchè Baladin è l’origine che ha rivoluzionato il mondo della Birra in Italia, dando lustro e facendo da incredibile volano a tutto il movimento brassicolo artigianale; come i colori in informatica vengono ricondotti al modello RGB, così le Birre artigianali, almeno in Italia, vengono ricondotte alla Baladin.

Wayan
Volume alcolico 5,8%

Saison. Nasce da un melange di cereali, orzo, farro e frumento, evoca ricordi di campagne e agrumeti assolati che si accoppiano con i suoi profumi di fiori di zagara, pera e bergamotto. Frizzante e decisamente rinfrescante, di colore oro carico si presenta leggermente torbida, a tratti opalescente.

Isaac
Volume alcolico 5,0%

Blanche dalla sua schiuma pannosa, il colore torbido e leggero di albicocca e un profumo di lievito che si perde tra gli aromi speziati di coriandolo e arance sbucciate. Fresca al palato ha corpo leggero e molto beverina

Mama Kriek
Volume alcolico 5,8%

È una birra ispirata alle classiche kriek, le birre alla frutta belghe. Ottima come aperitivo porta dentro di sé quel legame con la terra che rappresenta l’origine, il punto di partenza evidenziato dalla presenza della mamma di mr Baladin, Teo Musso, già sull’etichetta della bottiglia. Una presenza dovuta al lavoro paziente di mamma Maria nel pulire le ciliegie griotte per le prime produzioni.

criteri test birre

CRITERI

Aspetto visivo
Naso
Bocca

ABBINAMENTO PREFERITO

Wayan. Iniziamo col dire che la decisione è veramente dura. Isaac e la Wayan fanno intuire l’ispirazione che ha avuto Teo Musso nell’immaginare queste due birre così perfette. La Mama Kriek non è da meno, d’altra parte esistono anche le caramelle “TIC TAC Cherry Passion” a darci conforto: “il gusto della Ciliegia e quello del Frutto della Passione racchiusi in unica confezione, per un mix dal sapore sorprendente”.

La cena è proseguita con una tartare di branzino e avocado,  con le stesse 3 birre… vi posso assicurare che la scala delle preferenze è cambiata… al prossimo episodio di Cruda & Crudo.

Cruda & Crudo primo episodio: birra e risotto con crudo di ricciola.

Edoardo Fraioli

4 febbraio 2013

commenti (42)

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    1. Grazie…..ricetta da replicare, e soprattutto abbinamento da provare, come il precedente!!
      Sono ‘appassionato’ di mazza colle e la Wayan mi ero riproposto di comprarla…

  1. “Sarà inconsciamente per questo che scelgo Red Mama Kriek, Green Isaac e Blue Wayan, tre birre in bottiglia di Baladin, perchè Baladin è l’origine che ha rivoluzionato il mondo della Birra in Italia, dando lustro e facendo da incredibile volano a tutto il movimento brassicolo artigianale”

    Non avete vergogna?

    Terribile promozionale, maleodorante marchetta, maldestro delirio.
    La birra, davvero, lasciatela perdere.

    1. Ma devi spiegare perchè.Altrimenti non si capisce cosa vuoi dire.

    2. tante ne ho sentite sulla birra ma l’accostamenro ai plasticosi tic tac mi mancava
      Era una battuta? No eh?
      Parbleu

  2. Non mi soffermo sullo sbrodolio a favore di Baladin (che fra l’altro contiene inesattezze sia sui colori che sul mondo della birra artigianale) e passo direttamente ai voti dati alle birre: ma stiamo scherzando? 9, 9-, 8,5? Se diamo 8,5 alla kriek di Baladin, alle kriek di Cantillon quanto gli diamo, 18?
    L’idea alla base dell’articolo non è male, ma io cambierei l’ipostazione.

  3. il libro e l’articolo non sono sponsorizzati da nessuno. Le birre scelte ed acquistate regolarmente sono un esempio e ho pensato ad una degustazione in onore a Baladin perchè ritengo personalmente che il lavoro fatto da Teo Musso in questi anni sia stato importante per tutto il movimento brassicolo italiano. Le tic tac non sono state degustate con la birra, ma è solo un riferimento divertente sull’abbinamento ciliegia e Fruit Passion realizzato con il piatto. Cantillon (che adoro) e altri lambic sono già presenti nel libro con altri abbinamenti. I voti non sono riferiti alle birre, ma all’abbinamento birra-crudità.

    1. se crediamo che dietro non c’è la mar-ketta ce ne racconti una più grossa? ahahahahahaah

    2. secondo me non è una mark, è che purtroppo ormai “se dici artigianale devi dire Musso”, lui è un po’ il Bonci della birra, quindi citarlo è diventato d’obbligo.
      ma limitarsi a Baladin è un delitto vero. questo sì.

    3. però secondo me il paragone non ci sta tutto.
      Per quanto Bonci sia fin troppo onnipresente, è sicuramente al top a livello mondiale in un certo tipo di panificazione/pizza.
      Non penso che possiamo dire lo stesso per Baladin per quanto riguarda la birra artigianale.

    4. hai ragione, ma intendevo come “icona”. ormai per la maggioranza delle persone se dici uova devi dire Parisi, se dici pizza devi dire Sorbillo, se dici birra “Teo”.

    5. per me il vero grande problema di baladin è il prezzo (che è un pò il problema comune di tante artigianali italiane, vedi anche birrificio 32, codice a barre, ecc…).
      per dire ieri sera in pizzeria le baladin da 0,75 le ho trovate tutte a 14, insomma a quelle cifre uno prima di ordinare una birra ci deve pensare su (soprattutto se esci in due e sei l’unico a bere birra)……….e infatti ho ordinato una buonissima matthias muller in bottiglia da 0,50 a 5 euro (e i 25cl in meno non giustificano certo i 9 euro di differenza).
      poi a me baladin di per sè non fa impazzire però fa una birra diversa e originale che ogni tanto (non sempre) berrei anche con piacere se non avesse appunto dei prezzi del genere.

    6. concordo, i ricarichi sulle birre secondo me sono abbastanza folli, ma i prezzi da Eataly o alla SMA o in qualche (non tutti) beer shop sono abbastanza abbordabili. a parità di costo, però, io non scelgo sicuramente Baladin.

    7. sottoscrivo, alla fine viro sempre per quello sull’amato Belgio. Trovo quasi sempre a prezzi più bassi o uguali, birre che valgono molto di più. Dopo che le ho provate una volta, passo. Sarei anche curioso di sapere come sta andando la diffusione di queste artigianali all’estero e con quali ricariche vengano vendute.

    8. ormai è statisticamente provato che in ogni post in cui si parla di un prodotto arriva qualcuno con l’accusa di marchetta.
      l’unica soluzione è ignorarli.

  4. È stato dimostrato più volte nei dibattiti da alcuni commentatori/trici che all’estero si trova birra artigianale ottima a prezzi decisamente più bassi.Mi riferisco in particolare alle belghe.Dopo il vino ed i suo degustatori ed abbinatori è arrivata l’epoca dei degustatori ed abbinatori di birre artigianali.Aspettando i degustatori di vini naturali che stanno allenando le loro papille per inondarci ,nei prossimi mesi ,di abbinamenti ed accostamenti, . . .
    il mondo farebbe un passo in avanti se potesse fare a meno dei degustatori di birre artigianali.
    PS.Da quando frequento D , baladin e Musso sono nomi che tornano con molta frequenza.(Prima non li conoscevo).E questo non significa che sia una marchetta.E che si insiste su alcuni personaggi,o ristoranti,o città(Roma e Milano)o piatti(carbonara),o temi(Bottura Cracco Oldani, )Ma per me va bene lo stesso.

  5. Per quanto le scelte delle birre siano discutibili il lavoro è comunque apprezzabile. Alla fine c’è un lavoro non da poco dietro. Secondo me non c’è marchetta, ma “sudditanza psicologica” come nel calcio: non puoi non considerare i più forti. Più che altro ci sta nell’ottica dell’avviamento all’argomento. Un po’ come quando per la prima volta vai al Salone del Gusto e ti ficchi tutto in tasca perché secondo te è materiale “bbono” per aumentare le conoscenze. Per chi è già più navigato, l’opera può comunque rivelarsi utile dispensatrice di linee guida per abbinare un certo piatto a un certo stile birraio.

    1. grazie, considera che nel libro sono state degustate 3 birre (italiane e estere ti assicuro meno conosciute) per ognuno dei 30 piatti e c’era solo una Baladin tra tutte. La scheda di questo articolo, inedito (che ora ho inserito come aggiornamento) è nata dopo la stesura e pubblicazione del libro che spero sia utile soprattutto a chi sta avvicinandosi al mondo delle birre artigianali, ma anche ad esperti che vogliano provare a giocare con le crudità.

  6. seguo abbastanza spesso, non ho mai commentato, ma la bassezza di questo articolo è veramente imbarazzante….

  7. Non mi intendo di birra, ma non è forse vero che la Baladin è stata fondamentale per la birra artigianale italiana? Io da quel poco che capisco preferisco mille volte le belghe, anche industriali, che permme sono più buone e costano meno. Ma detto questo come si fa a negare il ruolo avuto da Musso in Italia? Chi ha reso di moda le birre artigianali italiane? Chi le produceva di buon livello e diffusione prima di lui?

    1. io invece il suo ruolo lo ridimensionerei a precursore, senza attribuirgli quello
      del genio rivoluzionario. fermo restando che il suo prodotto – con tutti i suoi difetti – resta per me un prodotto di assoluta qualità, secondo me lui ha avuto la fortuna di trovarsi con l’idea giusta nel momento giusto e il merito e la bravura per saperla sfruttare , ma non è che la moda/mania della birra artigianale è scoppiata per merito di teo musso, per me sarebbe scoppiata ugualmente, spòp che al posto baladin avremmo avuto qualcun’altro

    2. Precursore non unico, fra l’altro. Si pensi ad altri birrifici tipo Beba, Birrificio del Ducato (ottime birre fra l’altro) e Birrificio Lambrate e altri che ora mi sfuggono. Tutti nati nel 1996.

    3. Lambrate, per esempio. E molte altre nate nel 96 (prima non si poteva per problemi burocratici e legislativi). Ma non si può negare che Baladin è stata quella che ha imposto mediaticamente il fenomeno per prima. Anche chi ora odia Musso, nel 99 per cento dei casi la prima volta che ha sentito parlare di birra artigianale italiana ha sentito parlare di Baladin. Magari non chi allora era già super appassionato, ma tutti gli altri sì. Negare questo mi sembrerebbe un po’ ideologico, ma non aderente alla realtà

    4. Ok .Quanto prima gli faranno un film-documentario ,finanziato dal ministero,
      con relativa autobiografia.Ti fermi su un aspetto secondario.In tutti i dibattiti hai sempre ribadito,coerentemente,il prezzo alto delle birre paragonato alle belghe.
      Io vorrei che ci soffermassimo ,in un altro post,per capire perchè.Saluti.

    5. Quello che dici è sicuramente vero. Contro Baladin gioca il fatto che ciò che è inizialmente un fenomeno di nicchia amato dagli appassionati, quando raggiunge dimensioni più grandi viene schifato dagli stessi appassionati della prima ora.
      Io non contesto nè l’importanza mediatica di Baladin, nè la sua capacità di precorrere i tempi (insieme ad altri).
      Contesto il fatto che, ad oggi, vista l’esplosione del fenomeno birra artigianale, si riduca il tutto solo a Baladin.

    6. fortunatamente chi ama bere bene non riduce il tutto solo a Baladin. Xyauyu Barrel tutta la vita, ma c’è ben altro, anche solo restando in Italia.
      Montegioco ed ExtraOmnes, solo per citare i primi amori.

    7. Baladin per me è semplicemente la più conosciuta e questo certamente non lo nego (perchè è riuscita ad abbinare meglio degli altri la qualità all’immagine e al marketing), ma che abbia “imposto mediaticamente il fenomeno” proprio no.
      se non ci fosse stato baladin qualcun’altro sarebbe diventato il più conosciuto ma il fenomeno birra artigianale sarebbe scoppiato lo stesso, perchè era il suo tempo.

    8. Hai sicuramente ragione
      Allo stesso modo anche se Einstein non avesse elaborato la teoria della relatività l’avrebbe elaborata qualcun altro. Solo che l’ha elaborata lui per primo, e quindi il merito se l’è beccato lui, questo usurpatore di teorie 😀

    9. il birrificio del ducato ha aperto i battenti nel 2007…

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