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Contraccolpo anche per il comparto alimentare dopo il terremoto di magnitudo 6.0 che nella notte di ieri ha colpito l’Emilia Romagna e buona parte della pianura padana. Crolli negli edifici rurali con case, stalle, fienili, macchinari e serre lesionati. Sono state danneggiate da 400 a 500mila forme di Grana e Parmigiano per un totale di circa cento milioni di euro di danno. L’immagine qui sopra è stata pubblicata su Twitter dallo chef Massimo Bottura e testimonia il crollo delle “scalere” in un caseificio del modenese, le grandi scaffalature dove stagionano le forme. [Il Resto del Carlino]

commenti (24)

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  1. Avatar carlo ha detto:

    ..Adesso non esageriamo.
    Che ci siano importanti danni a impianti caseari non lo metto in dubbio, ma almeno il formaggio in stagionatura mi sembra recuperabile al 99%

    1. Avatar Mau ha detto:

      Una domanda: la “scorza” che tocca terra quali problemi da? Capisco la forma rotta, ma quella intera mi sembra un esagerazione totale.
      Ah già, dimenticavo che la gente compra le mele lucidate col composto chimico…come farebbe a comprare la forma che ha toccato terra (leggasi pavimento di caseificio)? Povera Italia!

  2. Per via delle norme igieniche, probabilmente, saranno costretti a buttar via un sacco di forme recuperabili (ammaccate, spaccate, schiacciate…)

    Se ci fosse qualcuno del luogo disposto a selezionarle e metterle in vendita eviteremo uno spreco inutile e magari diamo una mano alla ricostruzione…

    1. Non c’è problema. Ci sarà un sacco di gente (del luogo e non) ben disposta ad acquistare le forme “di scarto” e a rivenderle come “buone” 🙂 o meglio 🙁

    2. Avatar luca ha detto:

      il problema è che tutte queste forme saranno svalutate, e con il numero di forme che si possono trovare in un caseificio medio-piccolo si ha comunque un danno enorme;

  3. Avatar Mauro ha detto:

    non preoccupatevi che sapranno come riutilizzare quelle forme e come venderle, i danni sicuramente inferiori a quelli scritti, ma buoni ora per chiedere soldi al governo

  4. forse magazzini di queste dimensioni hanno un’assicurazione, stanno battendo cassa. Io penserei prima alla gente e al patrimonio artistico, non vorrei trovarmi con una tassa straordinaria per pagargli il nuovo Suv.

  5. Il mio commento.è andato a finire sul tavolo di Musso e Bonci.Chissà potrebbe arrivare anche qualche forma danneggiata.Per concludere il mio pensiero va innazitutto alle vittime.

    1. Indubbiamente. Ma essendo questo un sito dove si parla di cibo, tra le “vittime” ci sono anche le forme e i produttori danneggiati …

    2. Non invitarmi ad un corteo di solidarietà per le forme danneggiate,che non ci vengo.Spero che arrivino i giusti risarcimenti.Ma quando un povero cristo perde il posto di lavoro, sento dire è il mercato, si arrangi.

    3. bravoooooooooooo infatti mio marito ha perso lavoro chi prenderebbe un meccanico con 50 anni di età???????? ho 4 figli un mutuo da pagare come se non bastasse licenziato anche mio figlio, io ancora per poco la casalinga !giudicavo chi si amazzava ma adesso capisco da dove viene quel coraggio !non si ha neanche più la forza di vivere per i figli .

  6. Avatar Paolo ha detto:

    “i torni non contano”. o forse si
    nel senso che il numero di forme e il loro valore non combacia.
    sempre che non venga specificato a quale livello di maturazione sono le forme, e quindi il capitale immobilizzato. LE ultime quotazioni di parmigiano che ho visto erano tra i 10 e i 12€/kg.
    sul totale dei danni, c’e’ la solita confusione, e forse, forse, un pizzico di strategia. Trattasi comunque di danni relativi alle forme E ANCHE ai magazzini che le contengono. mica basta raddrizzare le scalere! insomma, ci sara’ lavoro intenso da fare!

  7. Avatar Stefano F. ha detto:

    Non metto in dubbio che ci siano stati molti danni ai capannoni e alle attrezzature dei caseifici, sicuramente ci sarà da lavorare molto per riportare tutto in ordine. Però dalla foto quelle forme non sembrano danneggiate, o almeno non tutte, magari quelle in basso si saranno spaccate, quelle più fresche avranno subito più danni e non potranno essere stagionate come programmato.
    E di sicuro, visto che siamo in Italia, ci sarà chi riuscirà a speculare anche su questa disgrazia mentre altri avranno solo i danni senza ricevere il benchè minimo sostegno. In ogni caso io una di quelle forme sarei disposto a comprarla, magari con uno “sconticino”.

    1. Indubbiamente. Ma il calcolo medio indicato presume una perdita “totale” del mezzo milione di forme indicate. In realtà una (gran ?) parte delle forme “non perfette” o “danneggiate” verra’ comunque “riciclata” in un modo o in un altro riducendo significativamente la perdita netta.
      Senza contare che, soprattutto per il Grana, prezzi “al consumatore finale” intorno ai 10 euro/kg sono comunissimi.
      Considerando tutta la filiera di quei 10 euro quanti ne sono andati al produttore ?

    2. Avatar Paolo ha detto:

      CAro Schlacks: ho specificato che i conti non tornavano proprio perche’ ci sono elementi diversi, non riguardanti le sole forme andate “distrutte” per modo di dire.
      Soprattutto, se leggi le notizie locali, c’e’ un elemento che salta all’occhio: il comunicato e’ del lunedi’, cioe’ un rapido calcolo domenicale, a caldo, addirittura durante il proseguire dell’evento sismico.
      Ribadisco che, a mio parere, il dato riguardante il prodotto costituisce solo un elemento parziale dei danni del settore, che e’ fortemente capitalizzato anche e soprattutto in termini di strutture.
      Nulla, inoltre, sappiamo della copertura assicurativa. Se e quanti caseifici sono coperti dagli eventi, e quindi potranno ritornare in freta con perdite relative, o piuttosto dovranno farsi carico in proprio della ricostruzione.

    3. mi permettevo solo di suggerire che il danno patito non può – e non deve – essere valutato in termini di prezzo di vendita, tutto qua.
      e quindi i 5 €/kg che potevano in un primo tempo stupire rappresentare invece una valutazione corretta del danno.
      la presenza di assicurazione o meno – imo improbabile per il rischio specifico – non sposterebbe i termini della questione, nel senso di valutazione del danno complessivo.
      ma in fondo sono solo dettagli da rompicoglioni.

    4. Io sono dispostissimo ad acquistare qualcuna di queste forme danneggiate!! Al TG5 ho sentito parlare di 3 € al kg: sapete se c’è qualcuno a cui posso rivolgermi? Cosi’ concilio il mio amore per il Parmigiano con la possibilità di aiutare qualcuno in difficoltà!

    5. Avatar Paolo ha detto:

      Ecco Schlacks, su una cosa davvero non concordo, per deformazione profesciònal. devi perdonarmi.
      SE c’e’ assicurazione, c’e’ copertura del danno, QUINDI, per definizione, nella mia materia, non puoi parlare di danno economico. il danno e’ la distruzione “non compensata” dei profitti, del capitale.
      Quando mi tamponano, la macchina e’ danneggiata fisicamente, la porto dal carrozziere, l’assicurazione paga il carrozziere, quindi non ho danno economico, salvo i giorni di fermo.
      e’ quando mi graffiano la carrozzeria con la chiave, e devo pagarmi io il carrozziere, che ho un danno economico!
      E’ una specificaizone che spesso facciamo durante i corsi: danno (fisico) compensato / danno (fisico) non compensato => danno economico. Questione di nomi, come vedi 🙂