A Santorini stanno salvando le vigne dalla siccità, e dovremo farlo anche noi

Dopo il 2022 le estati sono torride e la produzione di vino è stata ridotta a un quinto. Ma coltivatori illuminati stanno trovando soluzioni sostenibili.

A Santorini stanno salvando le vigne dalla siccità, e dovremo farlo anche noi

Gli effetti del cambiamento climatico sono molteplici e, in queste giornate di caldo anomalo, siamo più disposti a considerarli tutti: quelli che ci toccano più da vicino e quelli che ci interesseranno un giorno. È il caso, ad esempio, di quello che sta accadendo con i vigneti dell’isola di Santorini, che stanno rischiando di scomparire. Gli stratagemmi che i coltivatori stanno mettendo in campo sono un buon esempio di cosa probabilmente avremmo bisogno di fare anche alle nostre latitudini nei prossimi anni.

«Santorini ha raggiunto un livello di condizioni climatiche estreme nel 2023 e nel 2024», ha affermato a Reuters Stefanos Koundouras, professore di viticoltura presso l’Università Aristotele di Salonicco. Secondo il docente, si sono registrate le temperature più elevate degli ultimi 60 anni.

Tra il 2023 e il 2025, le scarse precipitazioni e le temperature torride registrate hanno fatto aumentare il prezzo dell’uva e ridotto drasticamente la produzione di vino. L’approvvigionamento idrico in tutta l’isola è un problema grave, quindi le viti, bruciate dal sole e dalla siccità, seccano e muoiono, anche qui che le viti sono state cresciute in modo che il tronco abbia una forma “a cesto” per proteggere i grappoli dal sole eccessivo durante la maturazione.

Gli agricoltori stanno progressivamente abbandonando i vigneti, perché la coltivazione è troppo onerosa e le rese non giustificano il lavoro. Ci sono però alcuni agricoltori, soprattutto quelli che possono contare su grandi gruppi, che stanno tentando di invertire la tendenza usando però tecniche sostenibili, che si adattino alla situazione climatica senza peggiorarla.

La produzione del celebre vitigno Assyrtiko di Santorini è passata da 2.500 tonnellate nel 2022 ad appena 500 tonnellate nel 2025. A seguito di questo calo di produzione, l’uva ha raggiunto quotazioni record: i produttori di vino stanno pagando gli agricoltori fino a 10 euro al chilogrammo di uva, praticamente lo stesso prezzo dell’uva da Champagne. Normalmente, nel nord della Grecia, dove il clima è meno caldo, un chilogrammo di uva viene pagato 80 centesimi.

Cosa stanno facendo per irrigare i vigneti di Santorini

vigne tradizionali a cesto a Santorinivigne tradizionali a cesto a Santorini

Il problema principale con cui si scontra la viticoltura greca è l’approvvigionamento idrico, soprattutto durante l’estate, quando la popolazione dell’isola cresce sensibilmente con i turisti e gli albergatori riempiono le piscine, cercando di accaparrarsi quante più quote idriche disponibili.

Boutaris, produttore di vino di sesta generazione e responsabile della cantina Domaine Sigalas, oggi parte del gruppo Kir-Yianni, è stato intervistato da Reuters perché sta portando avanti un progetto pilota insieme alle autorità locali e a un gruppo di ricercatori: l’obiettivo è utilizzare le acque reflue provenienti da abitazioni e alberghi per irrigare le viti.

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Non si tratta di una novità in senso assoluto, ma di una tecnica già usata in alcuni vigneti californiani e che tuttavia taglia parecchio i costi dell’approvvigionamento idrico rispetto a un impianto di desalinizzazione che, sull’isola, fino a ora era la soluzione più praticata.

Un’altra tecnologia in fase di test, questa volta innovativa, è la raccolta dell’acqua atmosferica: l’umidità presente nell’aria viene catturata tramite idrogel e successivamente trasformata in acqua grazie al calore prodotto da pannelli solari.

Il produttore Yiannis Papaeconomou ha invece installato un sistema di irrigazione sotterraneo, in modo che le viti siano irrigate nelle radici, senza disperdere l’acqua sulla superficie ed evitando così le perdite per evaporazione.

Infine, le nuove vigne saranno disposte in filari, in modo da essere innaffiate più facilmente, anche se il metodo tradizionale delle isole greche prevede la coltivazione sparsa.