A un anno dalla morte di Mara Severin nel crollo di Terracina, lo chef riparte da una brasserie

A un anno dal tragico crollo che costò la vita alla sommelier Mara Severin, le indagini sul ristorante Essenza non si sono ancora concluse, ma nel frattempo lo chef Simone Nardoni prova a ripartire.

A un anno dalla morte di Mara Severin nel crollo di Terracina, lo chef riparte da una brasserie

La settimana prossima sarà un anno. Un anno da quel drammatico crollo nel ristorante Essenza a Terracina, dove perse la vita la giovane sommelier Mara Severin, 31 anni.
Una tragedia incredibile, resa ancor più rumorosa dalla fama del ristorante, che aveva una stella Michelin appuntata fuori dalla porta. Quella stella se l’erano guadagnati fianco a fianco, nel 2020, lo chef Simone Nardoni e la sua sommelier, Mara, che dello chef era anche cugina e amica, come si venne a sapere nelle strazianti ricostruzioni e interviste successive al crollo.

Il crollo di Terracina

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Era il 7 luglio 2025, ed Essenza e il suo staff affrontavano un’apparentemente ordinaria serata di lavoro. Verso le 22, qualche scricchiolio, e poi all’improvviso il buio e il boato: una parte del soffitto aveva ceduto. Clienti e personale vengono travolti dalle macerie, e il crollo è purtroppo fatale per Mara Severin.

Le cause, ancora oggetto di indagine che si avvia verso la chiusura, sono rimaste da accertare. Sotto accusa in un primo momento era finito il maltempo e il forte vento che a Terracina era soffiato nel pomeriggio. Poi vennero messi sotto la lette di ingrandimento i lavori di ristrutturazione recentemente eseguiti.

Nel frattempo il fascicolo aperto dalla Procura ipotizzava l’omicidio colposo e le lesioni gravi, e si attende la chiusura dell’inchiesta per accertare eventuali responsabilità.

La riapertura di Simone Nardoni

Nel frattempo, lo chef Simone Nardoni prova piano piano a ripartire, come è normale che sia. Lui e la moglie, titolari del ristorante insieme a un terzo socio, hanno ottenuto poche settimane fa di recuperare i beni che erano rimasti all’interno dei locali sotto sequestro, tra cui la cantina carica di bottiglie di livello, come è tipico di un ristorante di quel genere.

Nel frattempo, da un paio di settimane, lo chef è tornato con un nuovo progetto, sempre a Terracina; la Brasserie Simone Nardoni.

Un locale che sembra più informale e semplice del precedente, con una cucina fatta di prodotti del territorio, aperitivi di salumi e formaggi, carne alla brace e primi da trattoria contemporanea.

Un percorso diverso, per lasciarsi per quanto possibile il passato alle spalle.