di Marco Locatelli 21 Marzo 2020

Dagli ultimi dati diffusi da Istat risulta che gli italiani non si fidano a bere l’acqua del rubinetto e spendono di più per acquistare quella minerale. La fotografia scattata dall’istituto nazionale di statistica è il risultato di un report pubblicato in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, istituita dall’ONU, e che cade ogni 22 marzo dell’anno.

Per la precisione, a non fidarsi dell’acqua del rubinetto sono 7 milioni e 400 mila famiglie italiane. Un dato però che nel corso degli anni è andato migliorando: dal 40,1% del 2002 si è passati al 29% del 2019. Permangono notevoli differenze territoriali: il Nord-est è al 19,3% e nelle Isole si raggiunge il 54,9%. Toccano le percentuali più elevate Sardegna (59,9%), Sicilia (53,1%) e Calabria (48,8%).

Inoltre l’86,6% delle famiglie residenti in Italia è molto o abbastanza soddisfatto del servizio idrico, secondo lo studio. La soddisfazione è però superiore al Nord: a livello regionale, infatti, la quota di famiglie poco soddisfatte supera di gran lunga la percentuale di quelle molto soddisfatte in Calabria (25,7% poco soddisfatte contro 13,0% molto soddisfatte), Sardegna (24,3% contro 11,1%) e Sicilia (23,8% contro
11,2%).

Di contraltare alla poca fiducia per l’acqua del rubinetto, cresce la spesa familiare per l’acqua minerale. Per la fornitura di acqua nell’abitazione – si legge nel report – ogni famiglia ha speso in media 14,65 euro al mese, valore pressoché invariato rispetto ai 14,69 euro del 2017, che rappresenta lo 0,6% della spesa media mensile familiare complessiva per il consumo di beni e servizi. Considerando come anno di riferimento il 2015, questa voce di spesa in valore assoluto è aumentata del 9,4%.