Il cibo come atto politico è un’eredità necessaria. E se con la nascita di Slow Food, nel 1989, poteva apparire dirompente, il manifesto del nuovo movimento sottoscritto tra gli altri da Dario Fo e Francesco Guccini, oggi l’idea di un cibo “buono pulito e giusto” non può che essere condiviso. Come un mantra, che forse un giorno comprenderemo appieno.
Le parole di Carlo Petrini detto Carlin, nato e morto a Bra, erano universali. Riuscivano a infrangere ogni barriera geografica e sociale, pur innalzando alla filosofia quanto di più pragmatico. “Ma l’uomo sapiens deve recuperare la sua saggezza e liberarsi dalla velocità che può ridurlo ad una specie in via d’estinzione“, si scriveva nel manifesto di Slow Food in opposizione all’allora ascendente Fast-Food, eppure attraverso un pensiero che risulta quantomai odierno.
Con questi presupposti, e nella sopraggiunta consapevolezza di una “gastronomia che è etica, politica, scienza, economia, ecologia“, sarebbe poi nata nel 2004 l’Università di Scienze Gastronomiche, dando di fatto i natali al mestiere del gastronomo. E le parole universali di Carlin, che come tali hanno l’unico difetto di dover essere messe in pratica, sono diventate l’alfabeto di 4.000 studenti (fino ad ora) da ogni parte del mondo.
La Chiocciola, semiotica del cibo buono perché giusto nel suo significato olistico, la rete internazionale di Terra Madre, le pubblicazioni, le battaglie e gli interventi che lo hanno visto in primo piano attraverso i decenni, fino ai mesi più recenti, dettano la biografia di un sognatore che ha lasciato un segno tangibile.
Lo ricorda così la comunità di Slow Food, nell’annunciarne la scomparsa: “Chi semina utopia, raccoglie realtà, amava dire Carlo Petrini che sintetizzava così la sua vita, convinto che sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possono essere realizzabili. Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia.”