di Nunzia Clemente 21 Novembre 2015
Luigi Condurro, Antica Pizzeria Da Michele

È sempre difficile scrivere di un monumento vivente della pizza, soprattutto se quel monumento ha passato gran parte della sua vita a pochi passi da dove abiti tu.

A novantadue anni ci saluta Don Luigi Condurro, figlio di Michele, fondatore della famosa (che dico famosa) pizzeria in ogni angolo del globo.

Per molti, infatti, andare Da Michele significa mangiare LA pizza, senza fronzoli, con abbondanza, salute e socialità.

L’annuncio è stato dato sulla pagina facebook della pizzeria, subito inondata dai messaggi di cordoglio di chi ha avuto il piacere di conoscere lui, il Don della pizza.

Don Luigi è stato un condottiero, aveva l’aplomb di un cavaliere d’altri tempi, quel “don” è una spanna sopra al “masto” e conferisce regalità ed autorevolezza.

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Appellativo che si è guadagnato in quel ventre di Napoli che ruota intorno al teatro Trianon e a Forcella, bivio difficile ma vivo e vibrante.

Luigi, 93 anni di napoletanità, è arrivato tardi nella pizzeria paterna fondata nel 1906. “Faceva il magliaro”, racconta il nipote Michele, vendeva indumenti e viaggiava per il mondo.

Poi tornò, a cinquant’anni e poliglotta, si stabilì nella pizzeria di famiglia prima come addetto alle public relations (che in una pizzeria con un ritmo così alto non è cosa facile), poi da pizzaiolo, ammaccando e conciando.

Forse è per questo motivo che andare da Michele è sempre un po’ come prender parte agli aperitivi linguistici degli Erasmus: ti siedi gomito a gomito con chiunque, antesignano del social food non per moda ma per necessità di spazi.

La pizza da Michele è stata e sarà sempre una meravigliosa livella sociale.

Ha sfornato margherite e marinare per più di quarant’anni, Luigi, attenendosi allo schema rigido del pizzaiolo che resiste ancora da queste parti: pizza senza fronzoli, senza aggiunta di “papocchie”.

Unica eccezione ammessa, oltre le diverse misure, la doppia mozzarella, vera e propria lussuria poggiata su un disco di pasta ammaccato con velocità ed amore, che ha sfamato fino alla fine chi si presentava al cospetto di quell’insegna scolorita con caratteri retrò, immutabile.

antica Pizzeria Da Michele

Così come la sua pizza, distante dalle novità, perché il Don faceva sempre ‘e capa soja (di testa sua).

Luigi Condurro è stato in pizzeria fino ai novantadue anni, prima che una brutta serie di complicazioni gli impedissero di lavorare, ma da decano sorvegliava s-e-m-p-r-e.

Lo ricorderemo con affetto noi, e magari cederò alla tentazione qualche volta andando a lavoro, unendomi alla fiumana di gente che ha ancora voglia di semplicità e di ruote di carretto fumanti, divorate tra il chiacchiericcio multietnico (gratis).

[Crediti | Link: Antica Pizzeria Da Michele. Video: youngandfoodish]