di Marco Locatelli 22 Luglio 2020

L’agricoltura potrebbe creare – quasi immediatamente – 25 mila posti di lavoro occasionale grazie al voucher agricolo (abolito nel 2017), in vista della vendemmia.

Grazie ad uno strumento come il voucher – al momento , si avrebbe un importante alleggerimento della burocrazie e si permetterebbe, anche a chi riceve già ammortizzatori sociali, studenti e pensionati di lavorare nei campi agricoli italiani.

Un’opportunità perfetta in questo momento, con la cassa integrazione al limite e tante famiglie in condizione di fragilità economica. Ad annunciarlo con forza Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, nel corso dell’incontro dei presidenti dell’Organizzazione.

“Dopo essere stato snobbato per decenni si registra infatti – sottolinea Coldiretti – un crescente interesse degli italiani per il lavoro nelle campagne anche per la situazione di difficoltà in cui si trovano altri settori economici che va accompagnato con misure per la semplificazione ed il contenimento del costo del lavoro che consenta di competere con Paesi come Francia e Spagna che godono di situazioni più favorevoli”.

Prima dell’abrogazione, i voucher venduti a livello nazionale nell’ultimo anno sono stati circa 1,3 milioni solo per la vendemmia, ora praticamente azzerati con l’entrata in vigore della nuova normativa.

“Il Parlamento e il Governo – conclude Prandini – hanno il dovere di ripensare ad uno strumento per il settore che semplifichi la burocrazia per l’impresa, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva disponibilità all’impiego e dall’altra generi opportunità di integrazione al reddito per giovani studenti, pensionati e cassa integrati”.