di Manuela 8 Giugno 2021
agricoltura

Così come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, la Puglia è la prima regione italiana a dire “No” all’agricoltura biodinamica (sul che cosa sia l’agricoltura biodinamica e sul perché l’Italia non possa finanziare il cornoletame ne avevamo discusso approfonditamente in un apposito articolo). Secondo la Commissione Salute del Consiglio regionale, non è concorde per niente con il Parlamento che, al momento, ha voluto equiparare l’agricoltura biologica con quella biodinamica.

Il focus della questione è stata una discussione inerente l’uso sostenibile dei pesticidi. Alla Commissione veniva chiesto di incentivare l’utilizzo di tecnologie già pronte, soprattutto provenienti dall’agricoltura biologica e dall’agricoltura di precisione.

Tuttavia Fabiano Amati ha proposto un emendamento dove veniva chiesto di precisare che fra queste tecnologie non si poteva includere anche l’agricoltura biodinamica in quanto fondata su pratiche esoteriche e magiche. E comunque sprovvista di prove scientifiche.

La Commissione, guidata da Mauro Vizzino, ha accolto all’unanimità questoa proposta. Amati si è dichiarato soddisfatto del risultato ottenuto: la scelta del Consiglio regionale di bocciare l’agricoltura biodinamica in quanto frutto di un metodo esoterico e magico è una bella dimostrazione di aderenza alle prove scientifiche.

Questa decisione potrebbe influire sul dibattito nazionale che verte ora sull’approvazione di una legge relativa all’agricoltura biologica che potrebbe portare alla fine all’equiparazione del biodinamico. Il che vuol dire concedere anche incentivi pubblici a un metodo basato su teorie indimostrabili. Anche la senatrice Elena Cattaneo si era espressa in precedenza contro questo rischio.

Parlando della Puglia, è la seconda regione italiana per quanto riguarda la superficie agricola destinata all’agricoltura biologica: è preceduta solamente dalla Sicilia. L’agricoltura biodinamica, per contro, è ancora un sistema di nicchia con solo 35 produttori aderenti e i cui prodotti sono destinati soprattutto alle esportazioni. Fra di essi si annovera anche il vino biodinamico, con prezzi anche tre volte superiori a quello tradizionale e considerato più “sano o rispettoso dell’ambiente” rispetto al vino biologico, ma senza che ci sia alcun motivo per fare queste affermazioni.