di Valentina Dirindin 20 Giugno 2020

È stata arrestata con l’accusa di caporalato una donna di Asti che avrebbe sfruttato i lavoratori nei vigneti. Le accuse nei confronti della donna, arrestata dalla Guardia di finanza di Canelli, sono gravi e precise, frutto di quasi un anno di indagini da parte degli inquirenti.

L’accusata, insieme ad altre tre persone (che risultano denunciate a piede libero) reclutava migranti “ovunque, anche nella sede della Caritas”, secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza. Ai braccianti, che pare venissero anche maltrattati e minacciati, venivano date sei euro all’ora per il lavoro svolto nei campi. Dalla paga, però, venivano detratte le spese per l’alloggio e il trasporto. Alloggio che consisteva – raccontano le autorità – in strutture sporche e fatiscenti.

Oltre ottanta i braccianti – per lo più provenienti dal Nord Africa, dall’India o dall’Albania – sfruttati in questo modo, costretti a lavorare nei vigneti per intere giornate, undici o dodici ore al giorno. Venivano prelevati la mattina un po’ ovunque, in stazione, ai giardini pubblici o appunto, alla sede della Caritas, e venivano portati a lavorare con alcuni veicoli che sono stati poi sequestrati dalla Guardia di Finanza, insieme a una somma di denaro non meglio precisata, anche se gli inquirenti sono arrivati ad accertare un profitto complessivo da parte di questa attività illecita di circa 75mila euro.

[Fonte: La Repubblica]