di Marco Locatelli 22 Gennaio 2021

L’agricoltura italiana si classifica nel 2020 al primo posto in Europa per valore aggiunto con 31,3 miliardi di euro davanti a Francia (30,2 miliardi di euro) e Spagna (29,3 miliardi di euro), anche se pesano gli effetti dell’emergenza Covid, con un calo del valore aggiunto lordo ai prezzi base del 6,1% in volume, e le unità di lavoro che sono diminuite del 2,4%. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al 2020.

“Sulla manodopera – sottolinea la Coldiretti – si sono sentiti gli effetti della chiusura delle frontiere in un settore con una forte presenza di lavoratori stranieri”. Sui risultati economici del settore ha invece “pesato la drastica riduzione dell’attività che riguarda la vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione – precisa la Coldiretti – rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato”.

L’agriturismo è stato travolto dal crollo del turismo e dalle chiusure forzate con perdite stimate in almeno un miliardo di euro. Si sono inoltre verificati – continua la Coldiretti – gravi fenomeni speculativi, come rilevato anche dall’Antitrust per esempio sul prezzo del latte ma anche in altri settori dove i compensi riconosciuti agli agricoltori sono scesi anche sotto i costi di produzione.

“Per cogliere una opportunità unica abbiamo elaborato e proposto per tempo progetti concreti immediatamente cantierabili per l’agroalimentare con una decisa svolta verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale in grado di offrire un milione di posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni”, afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini.