di Marco Locatelli 17 Giugno 2020
ristorante

Lo stop forzato causa lockdown di alberghi, bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi ha creato un effetto domino capace di spazzare via 1,5 miliardi di euro di fatturato nell’agroalimentare per i mancati acquisti di cibo e bevande.

A lanciare il grillo di allarme è Coldiretti durante l’analisi sugli effetti della riduzione del 9,5% del fatturato dell’industria agroalimentare registrato dall’Istat ad aprile rispetto all’anno precedente per l’emergenza coronavirus.

“Il lungo periodo di chiusura – sottolinea la Coldiretti – ha pesato su molte imprese dell’agroalimentare Made in Italy, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione – precisa la Coldiretti – rappresenta addirittura il principale canale commercializzazione per fatturato”.

E le riaperture non hanno cambiato la situazione – che resta molto problematica – a causa delle misure di sicurezza che riducono i coperti e una diffidenza generalizzata dei clienti, senza considerare la chiusura degli uffici con lo smart working e la quasi assenza totale del turismo di italiani e stranieri.