Al Mèni 2019 a Rimini: da Massimo Bottura ai prodotti agricoli, cosa non perdere

Che Massimo Bottura non si fermi mai non è una notizia. L’uomo, si sa, fa tutto. È come se fossero cinque in uno. Come è possibile? Ha dei sosia come Saddam? Delle controfigure? Ologrammi? Superpoteri? Com’è, come non è, anche quest’anno, per il sesto, s’è preso anche la briga di promuovere Al Mèni (“le mani”, in romagnolo”) a Rimini.

“Al Mèni” – chi lo frequenta lo sa – è una figata. È una roba gourmet ma al contempo popolare. Raffinata ma nello stesso tempo esagerata. Ben fatta ma pure caciarona. Quei miracoli, insomma, che sono possibili sono in Romagna.

Il programma di Al Mèni 2019

In sostanza, Al Mèni è questo: il fine settimana del 22 e 23 giugno sul lungomare di Rimini viene installato un grande tendone da circo rosso e giallo, chiamato, appunto “Circo del sogni 8 ½” in omaggio al grande Fellini che proprio qui di fronte, al Grand Hotel, amava soggiornare. Dentro al circo vanno in scena infiniti showcooking equamente ripartiti: 12 a cura di grandi chef della tradizione emiliano-romagnola, 12 a cura di giovani ma più che promettenti astri internazionali. Senza star qui a far elenchi – che trovate agevolmente su www.almeni.it – andiamo da Davide di Fabio a Simone Tondo, da Giovanni Passerini a Luca Marchini, da Marco Cavallucci a Tim Butler.

Insomma: tanta robba. Ma non è tutto qui. Poi, fuori dal tendone, ci saranno il mercato dei prodotti agricoli locali (i salumi di mora romagnola, quelli piacentini, il Parmigiano, l’aceto…), gli stalli dello street food – ostriche e anguille, i fritti dei pescatori e i panini –, il gelato, la mixology (Gin Mare a gogò), persino il mercato dell’artigianato di design “Matrioska”.

Insomma: si fa baracca. Anche perché ci sono momenti che promettono bagordi: la festa del sabato sera, “8 e ½ notte” (in collaborazione con Munchies), il dejeuner sur l’herbe la domenica mattina, nel giardino del Grand Hotel (costo: 40 euro)

Ma anche si è buoni e giusti: grazie alla collaborazione con Slow Food si parlerà di mare e del suo rispetto con il programma “Mare bene comune”, si berrà acqua corrente grazie alla “sorgente urbana” (promossa dal gruppo Hera) e tutta l’iniziativa sarà plastic free. “E sarebbe bello portare i ragazzi del Tortellante a fare i tortellini più biodiversi del mondo”, ha detto ieri Bottura, riferendosi al progetto che produce pasta fresca impiegando ragazzi autistici (presentando l’iniziativa con il sindaco di Rimini e l’uomo del fare di Al Mèni, Enrico Vignoli).

Dunque ci vediamo lì: appuntamento alle 11.30 di sabato 22 giugno, con Bottura, il presidente della regione Bonaccini, Andrea Gnassi, sindaco di Rimini (è il Comune, con l’associazione Chef to Chef e Slow Food, a organizzare il tutto). Prima l’unica cosa da fare è prenotare un alberghetto per la notte di sabato. In cui, peraltro, immagino dormirete poco.

PS: a proposito di Fellini, mi fa sempre piacere ricordare la sua frase “è più facile essere fedele a un ristorante che a una donna.” Personalmente la penso esattamente al contrario.

Luca Iaccarino Luca Iaccarino

21 Maggio 2019

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