di Valentina Dirindin 17 Novembre 2020
coronavirus

Ristoranti aperti, con accesso consentito solo dopo aver effettuato il tampone rapido e aver ottenuto risultato negativo.

– indubbiamente interessante – è stata lanciata dall’infettivologo torinese Giovanni Di Perri, dell’ospedale Amedeo di Savoia, in prima linea in città sul fronte Covid-19. In effetti, si tratterebbe di un’ottima soluzione per consentitre alle attività di ristorazione di rimanere aperte in tutta sicurezza durante la pandemia che stiamo affrontando, contenendo le perdite economiche.

E, ci spingiamo a sostenere, sarebbe davvero la soluzione per iniziare a convivere con il virus, come tutti dicono che dobbiamo fare: più tamponi, non solo al ristorante, per avere più sicurezza e continuare a svolgere in tranquillità le attività quotidiane. “L’idea è di sostenere al massimo la più ampia apertura di tutti i servizi pubblici e privati, ma vincolandolo a un esercizio di test che possiamo farci”, spiega Di Perri argomentando la sua idea.

“ Tutto rimane aperto, ma con la piccola scocciatura che dobbiamo testarci prima. È un piccolo costo in più che può essere diviso tra chi mangia, il ristoratore e lo Stato che, al posto dei monopattini potrebbe sostenere questo”, conclude Di Perri non senza una nota polemica.

[Fonte: Torino Today]

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