Alberto Marchetti è un po’ il re del gelato torinese. Piaccia o non piaccia, con le sue sei sedi in città (tutte centralissime), a cui se ne sono aggiunte una a Milano e una ad Alassio, Alberto Marchetti ha costruito un po’ un impero del gelato artigianale, piazzandosi in quella via di mezzo tra la piccola bottega con quattro gusti e stop e la grande catena con l’inspiegabile coda fuori.
Una delle capacità di Marchetti, tra l’altro, è sempre stata quella di innovare e diversificare, segno che più che un gelatiere è un imprenditorie: ha messo lo zabaione nel vasetto, ha creato un pandoro che sembra un gianduiotto, ha comprato i nocciolini di Chivasso. Tutte operazioni che hanno un po’ di nostalgia dentro, e che provano a riportare alla ribalta tasselli dell’infanzia piemontese caduti un po’ nel dimenticatoio.
Il chiosco con vista sul fiume

E si inserisce perfettamente in questo stile, quello delle operazioni un po’ amarcord, che rientra il nuovo progetto di Alberto Marchetti, che siamo in grado di raccontarvi in assoluta anteprima ma che vedrà la luce non prima di un mese / un mese e mezzo, giusto in tempo per l’arrivo dell’estate.
Il gelatiere torinese ha infatti preso un chiosco in una zona strategica della città, lungo il fiume Po, e ci realizzerà un punto vendita vecchio stile di gelati (una ventina di pozzetti, pare) e granite. Non granite normali, a dire il vero, ma granite alcoliche: il punto dove Marchetti aprirà il chiosco è infatti una zona calda della movida cittadina, tra piazza Vittorio Emanuele – fitta di localini e ristoranti fino a tarda sera – e la più chic piazza Gran Madre, con il Gran Bar, storico ritrovo dei giovani della Torino bene, proprio lì di fronte.
Il chiosco, che è molto bello ma ha avuto inspiegabili fortune alterne, ha ospitato fino a oggi una proposta di cocktail e panini e piattini gourmet, sotto l’insegna Lumen bar. Tra qualche settimana, tutto cambierà, e ai drink si sostituiranno i gelati.