Comunque la si guardi, è davvero tutta sbagliata la campagna pubblicitaria anti alcol lanciata dalla Regione Sicilia e considerata da molti “sessista e degradante”. Davvero, noi abbiamo provato a porci con occhio diverso, a fare la voce fuori dal coro (cosa che di solito ci riesce piuttosto bene), ma questa comunicazione non si può proprio difendere.

Un bellissimo ritratto di donna, con due bicchieri di vino rosso incrociati a formare un seno prosperoso e scollato, e una scritta – probabilmente l’elemento che urta di più – che dice: “quali sono le dosi giuste di alcol per la donna?”. Ecco, qua abbiamo proprio bisogno di fare un respiro e calmarci, perché le prime risposte che ci salgono al cervello non sono esattamente edificanti. Ma stiamo cercando di capire, di analizzare, di trovare un senso a una pubblicità nata sicuramente con uno scopo nobile. È che proprio non ce la facciamo; è che in questa locandina è tutto così confuso.

A partire dall’intento, che è – presumibilmente – quello di dissuadere le donne dal bere. Già, ma esattamente: perché? Certo, ci è chiaro perché dissuadere tutti dall’abuso di alcol, ma perché fare una campagna specifica sulle donne? Sì, lo sappiamo: a parità di consumo di alcolici gli effetti sono diversi su un uomo e su una donna, ed è vero che la dose giornaliera di alcol raccomandata è minore per una donna. E quindi? Le donne abusano di più di alcol degli uomini? Le donne muoiono di più per patologie legate all’alcol? Le donne provocano più incidenti stradali mettendosi alla guida ubriache? No, no e no: i dati dicono esattamente il contrario: le donne bevono statisticamente molto meno degli uomini (dati Istat) e, se bevono, scelgono più spesso degli uomini di non mettersi alla guida (come spiegano recentissime fonti europee, nelle analisi effettuate dopo un incidente solo il 5% delle donne che erano al volante avevano superato il limite di legge, mentre per i maschi questa percentuale sale all’11%).

Purtroppo quindi non resta che confermare la tesi che ci era parsa alla prima impressione, e cioè che il messaggio sia che le donne devono bere meno perché sono più a rischio. Di molestie, di occhiatine e occhiatacce, o anche solo di non essere più in grado di tenere a freno il proprio décolleté e mostrare un po’ troppo, da sbronze, il contenuto dei propri calici di Sangiovese.
Insomma, davvero quella frase, abbinata a quell’immagine, passa un tipo di messaggio che di certo non si può difendere. E non a caso è stata rimossa in fretta dal sito istituzionale dove era stata postata “Costruire Salute”, dopo le mille polemiche che sono saltate fuori.

[Fonte: Palermo Today]

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