di Marco Locatelli 3 Settembre 2020

Secondo un recente studio spagnolo, l’invecchiamento precoce potrebbe essere collegato agli alimenti ultraprocessati. La ricerca è stata presentata in questi giorni al congresso europeo e internazionale dell’obesità (European and International Congress on Obesity), pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition.

Secondo lo studio, le persone che consumano più di 3 porzioni al giorno di alimenti ultraprocesssati (per intenderci, sono i prodotti industriali “sfiziosi” dolci o salati, spesso già pronti all’uso) hanno la probabilità doppia di avere i telomeri più corti e ciò incide sull’invecchiamento.

Questo perché gli alimenti in questione hanno una grande quantità di sale, grassi saturi, additivi, conservati e coloranti che vanno appunto a condizionare i telomeri di chi li mangia. I telomeri sono l’estremità dei cromosomi, una sorta di protezione, e invecchiando si accorciano.

La ricerca, condotta da un gruppo di ricercatori spagnoli dell’Università di Navarra, Pamplona e Madrid, hanno analizzato i dati di 645 uomini e 241 donne, di età media 67,7 anni.

“Con questo studio trasversale condotto su anziani spagnoli abbiamo mostrato che c’è un’associazione forte tra il consumo di cibo ultra-elaborato e lunghezza dei telomeri – hanno dichiarato gli autori, ma “per confermare queste osservazioni – hanno aggiunto – sono necessarie ulteriori indagini e studi longitudinali più estesi con misurazioni di base e ripetute della lunghezza dei telomeri”.

Fonte: La Repubblica