di Valentina Dirindin 12 Luglio 2020
alinea chicago

Il celebre Alinea, tre stelle Michelin a Chicago, chiude per Coronavirus, proprio poco dopo essere finito nella bufera per aver servito un canapè ispirato proprio al Sars-CoV-2.

L’Alinea, uno dei migliori e più noti ristoranti del mondo, durante la crisi del Coronavirus si era mosso con grande spirito imprenditoriale, ideando menu gourmet a domicilio. La proprietà aveva poi scelto, data la situazione ancora di emergenza negli Usa e nel mondo, di rimandare l’apertura del ristorante tre stelle, optando invece per un più semplice pop up sul tetto, l’Alinea in Residence. Qui, giusto qualche giorno fa, era scoppiata una bufera social, dopo che un cliente aveva postato un amouse bouche del ristorante, chiaramente ispirato al Coronavirus.

Una sfera grigio-bluastra punteggiata di punti rossi, realizzata con crema pasticcera al cocco con pepe di Szechuan e lamponi liofilizzati. La creazione, però, non è stata gradita dai clienti, che l’hanno trovata irrispettosa nei confronti di una malattia che ha contagiato 3 milioni e mezzo di persone negli Usa, causando quasi 140mila decessi. Il comproprietario di Alinea Group, Nick Kokonas, aveva ripetutamente difeso il piatto nei commenti sul post di Instagram. “L’arte è spesso intesa a provocare disagio, conversazione e consapevolezza”, ha scritto Kokonas difendendo il suo team e spiegando che la volonta è quella di “ricordare ai clienti, proprio quando arrivano, che siamo consapevoli che il virus è ancora con noi e che lo sarà per qualche tempo”.

Parole tristemente profetiche, purtroppo. Dopo solo pochi giorni da quella polemica, l’Alinea in Residence annuncia la sua chiusura temporanea: un dipendente si è rivelato positivo al Coronavirus. In molti, sui social, ne hanno approfittato per tirare in ballo il karma a proposito del piatto servito: d’altronde, sembra sensato e coerente pensare che, se le forze sovrannaturali della religione esistono, stiano lì ad accanirsi nei confronti di una creazione gastronomica irriverente. Il dipendente, fa sapere la società, è un caso lieve, che al momento non manifesta quasi nessun sintomo. Il ristorante riaprirà non appena sarà completato lo screening dei dipendenti con cui è entrato in contatto il lavoratore positivo al test.

[Fonte: Block Club Chicago]