Allevamenti UE: bocciata la proposta di vietare alcuni antibiotici per gli animali

Parliamo di allevamenti UE perché è stata bocciata la proposta di vietare alcune classi di antibiotici per gli animali.

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Parliamo di allevamenti UE perché è stata bocciata la proposta di vietare l’uso di alcuni antibiotici per gli animali.

Non tutti sanno che il mondo della zootecnia e della veterinaria nelle scorse settimane è stato in fermento a causa di una proposta dei Verdi di vietare l’uso di alcuni antimicrobici e antibiotici negli animali d’allevamento.

Questa proposta faceva parte di una mozione di risoluzione presentata dal deputato Martin Hausling: tale mozione avrebbe creato una lista di farmaci da utilizzare solo ed esclusivamente nell’uomo, senza alcuna eccezione possibile, nell’ottica di ridurre il fenomeno dell’antibiotico-resistenza.

Solo che molte associazioni veterinarie le scorse settimane si erano mobilitate per protestare contro questa norma ancora più restrittiva rispetto a quella presentata in precedenza. Secondo queste associazioni, infatti, sia gli animali d’allevamento che quelli d’affezione sarebbero rimasti senza terapie alternative valide per curare specifici tipi di infezioni.

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Per quanto riguarda l’antibiotico-resistenza, il discorso è lungo, complesso e molto sfaccettato. Oltre ad un uso non corretto da parte degli esseri umani (tipo: prendere l’antibiotico per curare infezioni virali come il raffreddore, usarlo a dosaggio ridotto quando non necessario, sospenderlo troppo presto…), una parte del problema è collegata anche all’abuso di antibiotici lungo la catena alimentare soprattutto per quanto riguarda gli allevamenti di grosse dimensioni (anche se i dati sono contrastanti: l’incidenza del comparto animale nell’antibiotico-resistenza pare che sia molto più basso rispetto all’incidenza del comparto umano).

Comunque sia, da anni ormai OMS e UE stanno lavorando al problema. Con le prime risoluzioni prese, ecco che si è già registrato un 30% in meno dell’uso di antibiotici nel settore zootecnico. Tuttavia i Verdi e altre associazioni ambientalistiche volevano un qualcosa di ancora più radicale: da qui era nata la proposta di Hausling di realizzare una lista di antibiotici vietati sin da gennaio 2022, incluse tutte le cefalosporine di terza generazione, tutti i chinoloni e tutti i macrolidi.

Tuttavia questa proposta è stata bocciata. Gli antibiotici non verranno vietati del tutto, ma determinati tipi potranno essere utilizzati negli animali solo a determinate condizioni. L’eurodeputata Rosanna Conte si è dichiarata soddisfatta di questa risoluzione. Se la mozione fosse passata, non si sarebbero potuti usare alcuni farmaci fondamentali e insostituibili per curare infezioni batteriche gravi e potenzialmente mortali negli animali di tutte le specie, senza che vi fosse una reale alternativa terapeutica.

A rischio erano non solo gli animali destinati alla produzione di alimenti, ma anche 200 milioni di animali da compagnia. Tale divieto, inoltre, avrebbe esposto i consumatori a problemi relativi alla sicurezza alimentare.

Anche l’Anmvi, l’Associazione Nazionale dei Medici Veterinari Italiani, aveva lanciato un’appello e una petizione su Change.org affinché tale mozione venisse bocciata. La richiesta era quella di appoggiare la posizione della Commissione europea che riconosce la necessità di garantire l’uso veterinario di classi di antimicrobici/antibiotici nei casi indispensabili e privi di alternativa terapeutica. E appelli del genere erano stati lanciati anche in Germania e Belgio.

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