Amazon Go: come funziona la spesa nel supermercato senza casse

Vi siete mai chiesti quanto tempo della nostra vita passiamo in coda, esausti e annoiati, alle casse del supermercato?

Troppo, in ogni caso.

Senza contare le volte che finiamo nella fila sbagliata, dove la cassiera non deve solo cambiare il rotolo per gli scontrini proprio quando è arrivato il nostro turno, ma si mette pure a conteggiare le banconote, una per una,  farne un bel mucchietto ordinato e chiamare con tutta calma l’addetto che le porti nella cassaforte.

Oppure quando i clienti davanti a noi riempiono il carrello come se non ci fosse un domani, o quando l’arzilla vecchietta intrattiene la cassiera con ricordi di vita vissuta mentre cerca faticosamente di distinguere due centesimi da cinque.

E noi, sempre lì, in coda, ad aspettare.

Ma presto il nostro incubo settimanale potrebbe trasformarsi in un sogno piacevole, popolato da amene passeggiate tra gli scaffali dei supermercati, liberi dalla nefasta idea di doverci sorbirci ore di coda alla cassa.

Grazie ad Amazon.

amazon goamazon go

Come ci eravamo detti, il colosso delle vendite online ha aperto a Seattle il primo “Amazon go”, uno store di circa 160 metri quadrati in cui si può fare la spesa senza l’assillo della coda alle casse. E tutto ciò, semplicemente, perché le casse non ci sono.

I clienti cioè, una volta entrati nel supermercato, avranno accesso a un’app relativa al servizio, dopodiché sarà la tecnologia utilizzata da Amazon, la stessa impiegata nelle vetture senza guidatore, a fare il resto.

I sensori collocati sugli scaffali provvederanno a inserire i beni in un carrello virtuale, mentre il pagamento avverrà automaticamente una volta terminata la spesa,  grazie alla app stessa.

I clienti avranno ovviamente la possibilità di posare il prodotto prelevato sullo scaffale annullandone così l’acquisto, proprio come si fa abitualmente nei normali supermercati.

Per ora, l’unico negozio dotato della particolare teconologia di pagamento è quello di Blanchard Street, a Seattle, a cui possono accedere, in via sperimentale, solamente i dipendenti di Amazon. L’apertura al grande pubblico dovrebbe avvenire nei primi mesi del 2017.

Il gigante del commercio elettronico prevede almeno 2.000 aperture nel 2017.

Un’innovazione non di poco conto, quella di Amazon, che potrebbe rivoluzionare il setttore della vendita al dettaglio soprattutto negli Stati Uniti, dove quello di addetto alle casse è il secondo mestiere più diffuso, con ben 3,5 milioni di lavoratori occupati.

E che, possiamo immaginare, non faranno certo il tifo per il buon esito dell’esperimento.

[Crediti | Link e immagini: Seattletimes]

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

6 dicembre 2016

commenti (30)

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  1. Orval87 ha detto:

    E vi siete mai chiesti se le scelte del consumatore influenzano i licenziamenti? Scegliendo sempre l’opzione automatizzata vi siete accorti che ci sono sempre più disoccupati, e quelli che lavorano ottengono lavori sempre meno pagati e ridicoli, tanto che aumentano quelli col secondo e col terzo lavoro (in nero)?
    Ottimo, ora eliminiamo pure il lavoro del cassiere. Poi altri, e altri ancora.
    Dopo voglio vedere chi acquista cosa e con quali soldi.
    E non stupiamoci se l’offerta del mercato offre sempre meno qualità, se la gente non lavora ovviamente non può pagare certe cose, le quali pian piano spariscono.
    Sarò fortunato, ma personalmente dove abito se mi capita una coda lunga perderò si e no 5/6 minuti…dai, facciamo 10, quali magiche esperienze di vita mi sono perso in quel lasso di tempo?
    Senza considerare che tutta questa gente entusiasta di “app”, facendo tutto elettronicamente non ha praticamente più alcun contatto umano con nessuno, sembrano tutti zombie nel loro mondo, quindi il tempo “salvato” lo usano per cosa?

    1. Paolo ha detto:

      Condivido totalmente il suo pensiero. Quelli che si lamentano della coda passano la loro vita attaccata ad un telefonino e non perdono tempo. Sono connessi con il mondo.

    2. grammarnazi ha detto:

      @Orval “Senza considerare che tutta questa gente entusiasta di “app”, facendo tutto elettronicamente non ha praticamente più alcun contatto umano con nessuno, sembrano tutti zombie nel loro mondo, quindi il tempo “salvato” lo usano per cosa?”

      A noi misantropi piace leggere un libro, un fumetto, uscire con gli amici, fare sesso… abbiamo tanti passatempi 😛

    3. luca63 ha detto:

      E tutte queste meravigliose applicazioni tecnologiche ,quando vengono applicate alla nostra attivita’,non vengono mai accompagnate da un minor carico di lavoro o da un miglior stipendio.Anzi…
      Ti raccontano che ti “forniscono gli strumenti per migliorare la tua attivita'”.In principio il cellulare,poi il pc,poi l’ipad… e la tua vita diventa sempre piu’ una merda,ti chiedono sempre di piu’ mentre il tuo stipendio rimane inchiodato …

    4. Orval87 ha detto:

      Magari rimanesse inchiodato, Luca…
      Le ultime storie parlano di Foodora che paga una miseria a cottimo, e i dipendenti di Amazon sia in Germania che in Italia che corrono come speedy gonzales tutto il giorno (alcuni parlavano di 17 km al giorno dentro il magazzino) per recuperare pacchi, ovviamente a fronte di stipendio RIDICOLI.
      Però molta gente a queste cose non pensa. Anzi, non ci vuole pensare.

    5. pbs ha detto:

      Vero!
      Tra l’altro, questa moda di considerare “incubi” normalissime attività come quella di fare la spesa è veramente stucchevole, per non dire di peggio.

  2. andreaprp ha detto:

    non sono un po pochi 160 mq?

    certo tutta questa automazione… non so come si possa conciliare con il mantenimento dei livelli occupazionali, anche in un’ottica di popolazione crescente

  3. Gianluca ha detto:

    Ma a che serve all’utente finale? A loro serve per mandare a casa il personale, giusto?

    1. Orval87 ha detto:

      L’utente finale può risparmiare 10 minuti di coda, che può investire in magiche esperienze di vita…ci può fare un viaggio a Tahiti in quel tempo risparmiato….ah no, aspetta, non si può, e non si possono nemmeno sommare i 10 minuti risparmiati ogni giorno per usarli poi tutti insieme a fine anno per il viaggio a Tahiti… 😀

  4. Ema ha detto:

    per fare la piramide di cheope 4000 anni fa hanno lavorato migliaia di persone con gli strumenti odierni invece ce ne vorrebbero molte meno. dovevamo bloccare il progresso per preservare i posti di lavoro dei costruttori di piramidi?

    1. Ema ha detto:

      facciamo l’Empire State Building che forse calza meglio và 😀

    2. Paolo Pasi ha detto:

      No, però se vuole, posso fare un paragone simile al suo, gli studi di Mengele avrebbero potuto aiutare il progresso della scienza medica, perché sospenderli ?
      Anche il progresso va governato , altrimenti quando arriverà la scoperta dell’intelligenza artificiale ne vedremo delle belle…

    3. Mattia ha detto:

      Paolo forse hai esagerato, eviterei paragoni a caso con il nazismo. Lasciamo questa bassezza ai peggior vegani.

    4. Orval87 ha detto:

      A me risulta che 4000 anni fa per costruire la piramide hanno usato perlopiù schiavi, quindi non erano posti di lavoro da salvaguardare, cattivo esempio…
      Comunque, per me il progresso è tale quando garantisce una buona qualità di vita a sempre più persone, invece in Europa negli ultimi tempi mi sembra che le cose stiano peggiorando rispetto a 15/20 anni fa, e il lavoro è sempre più “schiavizzato”.
      Magari si tornerà ai tempi della piramide di Cheope citata 😀

    5. Gianlù63 ha detto:

      io sapevo che alla costruzione delle piramidi c’erano degli operai, non degli schiavi, ma non ho voglia di andare a controllare, fate voi…
      comunque vi consiglierei di buttare via il telepass e baccagliare il casellante, così, per esperienza di vita.

      io non so voi, ma io ritengo il tempo che mi resta, preziosissimo, per cui evito accuratamente qualsiasi tipo di fila, le file le ritengo un insulto alla mia intelligenza.

    6. Gianlù63 ha detto:

      p.s. se si vuole eliminare le file, e preservare giustamente l’occupazione, la soluzione è semplicissima, basta aumentare il personale.

    7. luca63 ha detto:

      In realta’ Orval le immagini che tutti noi abbiamo ben stampate in testa,quelle dei kolossal con i guardiani che frustano a sangue i poveri schiavi macilenti ,sembra siano
      assolutamente sbagliate.Pensa che erano operai ed hanno scoperto che scioperavano per ottenere migliori condizioni di lavoro… un po’ come da noi qualche anno fa
      Ma ora abbiamo le app e le start up ,vuoi mettere ?

  5. Mattia ha detto:

    Bisogna prendere atto che il mondo del lavoro è in rapida evoluzione, nel giro di 20-30 la maggior parte dei lavori odierni non esisteranno più o saranno automatizzati, quindi conviene cambiare modo di pensare a come portare a casa la pagnotta. Inizialmente l’automazione era utilizzata dalle aziende per eliminare il personale ma ci è voluto poco per rendersi conto che sul lungo periodo sarebbe stata un’autostrada verso il fallimento. Analisi effettuate sull’automazione atta al miglioramento dell’efficienza e non al licenziamento hanno evidenziato come paradossalmente questa ha portato all’assunzione di più personale (casualmente gran parte delle analisi sono state effettuate proprio sui magazzini Amazon).

  6. Al ha detto:

    Orval 87 (si può presumere il prossimo anno un trentenne?) ha veramente sottoposto la questione se eliminiamo le casse, i cassieri perdono il lavoro stanno a casa e quindi non hanno un stipendio da spendere? Un po come 100 anni fa la questione era sull’invenzione dell’auto, poveri cocchieri. Si chiama evoluzione. Lunga vita ad Amazon.

  7. Orval87 ha detto:

    Risposta a Mattia ed Al: questa “evoluzione” di cui parlate, questi nuovi posti di lavoro, garantiscono le stesse paghe e gli stessi diritti di prima? Garantiscono tredicesima e quattordicesima? Garantiscono TFR? Garantiscono contributi adeguati per una buona pensione? Garantiscono libertà di sciopero? Un magazziniere di Amazon ha tutti questi diritti?
    Ma non diciamo eresie, le app arricchiscono chi le crea, e chi ci lavora è quasi sempre alla fame.

  8. spatz ha detto:

    ” si chiama evoluzione”:4 mld. di persone al mondo che vivono in povertà,1 mld. non hanno accesso ad acqua potabile,muoiono al giorno per indigenza 22.000 bambini. Si chiama evoluzione….. contento tu ……..

    1. luca63 ha detto:

      Ne hanno presi in giro tanti con questa bella “evoluzione”,le loro “analisi””miglioramento””efficienza”.Possiamo aggiungerci qualche altra parola d’ordine :”riforme”,”produttivita'”,”start up”.
      Finalmente sembra che la gente cominci a svegliarsi un po’ ovunque e a dirgli dove se la possono cacciare la loro “evoluzione”.

  9. Armandobis ha detto:

    La tecnologia ha un effetto deprimente sui posti di lavoro, ovvio, ma tale effetto scompare nel tempo, come ci ha insegnato la storia.
    Già, ma dopo quanto? Questo è il punto.
    E qui il discorso si fa complesso, perché di solito si fa astrazione dal contesto in cui un’innovazione avviene.
    Spuntano già articolisti che avanzano l’ipotesi che i tempi di assorbimento siano intorno ai vent’anni.
    Tradotto: non lamentatevi se siete disoccupati.
    Non è colpa delle politiche macroeconomiche.
    E’ colpa delle nuove tecnologie.
    Nessuno può farci nulla, a cominciare dai Governi.
    A meno che vogliate tornare all’età della pietra.
    Il problema è che molta gente non legge i giornali o se li legge pensa che queste siano fesserie, per cui, non potendo votare i partiti tradizionali che sposano questo tipo di analisi, sono costretti a rivolgersi agli outsiders, i cosiddetti “populisti”.
    Ci attende quindi un periodo molto movimentato, perché le élite attualmente al potere non vogliono assolutamente mollare la presa e di intervenire sui problemi reali con interventi reali è assolutamente fuori questione.

  10. Mattia ha detto:

    Potete pestare i piedi per terra quanto volete ma la realtà attuale è questa

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