America Centrale: la crisi del caffè spinge l’emigrazione verso Nord

In America Centrale la crisi del caffè sta spingendo molte persone ad emigrare verso Nord: si parla di esodi record.

chicchi di caffè

La crisi del caffè che si è scatenata nell’America Centrale ha provocato un’ondata emigratoria verso il Nord. Il fatto è che il caffè non riesce a garantire i necessari mezzi di sussistenza per centinaia di migliaia di coltivatori centroamericani.

Questi producevano i delicati chicchi di Arabica utilizzati per preparare i macinati in tutto il mondo, ma adesso, a causa della crisi, si stanno arrendendo: preferiscono la vita di un emigrante non autorizzato in America al posto di quella di un coltivatore di caffè nell’America Centrale.

Si parla di flussi migratori record al confine fra Stati Uniti e Messico. Secondo i dati del gruppo intergovernativo SICA, periodicamente si sono sempre verificate ondate di migranti da diverse parti dell’America Centrale: questi migranti seguivano semplicemente le fluttuazioni del settore del caffè.

piantagioni di caffè

Sono circa 5 milioni le persone della regione (circa il 10%) che sopravvivono grazie alla produzione del caffè. Tuttavia quest’anno la produzione di caffè è stata particolarmente disastrosa. A causa della caduta dei prezzi mondiali, gli agricoltori hanno accumulato perdite e debiti (che vanno avanti da anni). In aggiunta c’è stata anche una recrudescenza della “Roya”, la malattia della ruggine che colpisce le foglie del caffè.

A causa dell’intensa umidità che ha accompagnato gli uragani Eta e Iota, infatti, ecco che l’agente patogeno fungino si è ridestato a fine 2020, distruggendo i raccolti e costringendo gli agricoltori a migrare per poter sopravvivere.

René Leon-Gomez, segreatorio esecutivo di Promecafe, ha spiegato che quando il settore del caffè non va bene, è allora che si vedono grandi ondate di migrazione da Honduras, El Salvador, Guatemala e Nicaragua.

La produzione di caffè in queste zone, dove la raccolta manuale è molto diffusa, è diminuita del 10% dalla fine del 2017 e si prevede un’ulteriore riduzione nel corso della prossima stagione. Questo significa che il mercato globale del caffè si concentrerà soprattutto sui produttori meccanizzati del Brasile.