Anche uno chef tra i tedofori delle Olimpiadi di Milano-Cortina, e ci piacerebbe capire chi è

Tra i tedofori ufficiali delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 ecco comparire lo chef dei Record, Nick Di Giovanni.

Anche uno chef tra i tedofori delle Olimpiadi di Milano-Cortina, e ci piacerebbe capire chi è

Non c’è grande evento che non sia accompagnato da polemiche, e certamente le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 non fanno eccezione. Per nulla, verrebbe da dire, visto che l’evento non è neanche ancora iniziato e ogni giorno ne succede una. A partire dal ristorante del compagno della Ministra del Turismo Daniela Santanchè, che per una cosa o per l’altra (l’ultima, una terrazza che sembra non aver richiesto le necessarie autorizzazioni paesaggistiche) è al centro del dibattito, fosse anche solo perché si trova in un luogo strategico dell’evento.

L’italianissima storia del ristorante del +1 del ministro Santanchè, l’unico che può aprire per le Olimpiadi di Cortina L’italianissima storia del ristorante del +1 del ministro Santanchè, l’unico che può aprire per le Olimpiadi di Cortina

Insomma, in attesa delle gare sportive invernali l’impressione è che ci sia soltanto da prendere i pop corn e rimanere a guardare, perché la sensazione è che ne vedremo delle belle.

Lo scandalo dei tedofori

Last but not least, il mini scandalo dei tedofori, quelli che dal 6 dicembre in poi portano in giro la fiamma olimpica in un simbolico ed emozionante count down verso le Olimpiadi. 10.001 portatori della fiaccola, che percorreranno in totale 12mila chilometri in 63 giorni, con 60 città di tappa. Un compito importante, che si suppone distribuito tra personaggi autorevoli e rappresentativi della migliore faccia del Paese. Oppure tra persone comuni, che vivano quel momento come un’emozione senza precedenti. Persone tipo l’Uomo Gatto, storico concorrente di Sarabanda, per dire. Povero, lui, che è passato alle cronache prima per riconoscere una canzone in un millesimo di secondo e poi per essere l’esempio del tedoforo senza arte né parte, nella polemica appena partita. Eppure, l’Uomo Gatto pare che abbia seguito l’iter del “cittadino comune”, compilando il form online che dava accesso a chiunque alla selezione per diventare tedoforo per un tratto del percorso della fiaccola.

La pasta con gli anelli olimpici firmata da Carlo Cracco per le Olimpiadi di Cortina ci lascia confusi e felici La pasta con gli anelli olimpici firmata da Carlo Cracco per le Olimpiadi di Cortina ci lascia confusi e felici

Ma la polemica non si spegne. Troppi personaggi dello spettacolo, influencer senza alcuna competenza particolare se non quella di avere molti follower, e troppe mancanze del mondo dello sport, dicono. Ma mica lo dicono i sinistri, eh, lo dice pure il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, che si dichiara “spiazzato” dalle assenze. “Di fronte a un fenomeno meraviglioso come quello della fiaccola, tra i 10.001 tedofori, credo che la platea degli olimpionici dovesse essere un’avanguardia”, ha detto, ripromettendosi di indagare più a fondo e di dare delle risposte a chi ha domande da fare.

Anche uno chef tra i tedofori

Ovviamente, tra diecimila e uno personaggi di ogni settore scelti per raccontare il percorso della fiamma olimpica, non poteva (e non doveva, in effetti) mancare una rappresentanza degli chef. Non doveva per il semplice motivo che ormai molti di loro sono personaggi popolarissimi, se il criterio è quello del seguito e della visibilità, e non doveva perché sono comunque il cuore di un movimento culturale fondamentale per l’Italia, quello della nostra cucina e della nostra tradizione gastronomica. Quindi, bene che ci siano, vuoi come cittadini comuni che hanno compilato un form, vuoi come rappresentanti di quella cultura di cui sopra.

Ce ne saranno, di certo, e alcuni ci sono già stati. Ma non può non saltare all’occhio che l’unico della categoria inserito tra l’elenco di quelli ufficiali comunicati sul sito delle Olimpiadi (che possiamo immaginare siano quelli più in vista, o più rappresentativi) non sia esattamente uno che ci sarebbe venuto in mente al primo colpo. Tra un Al Bano Carrisi (di cui di recente abbiamo testato i vini, peraltro), un Gigi d’Alessio e un Achille Lauro, ecco spuntare lui, lo chef Nick Di Giovanni.

Chi? Direte voi, che come noi evidentemente non siete tra i quasi quattro milioni di follower dello chef americano. Ex concorrente di Masterchef USA, noto youtuber, Di Giovanni è famoso soprattutto per essere lo chef dei Record. Suoi infatti i Guinness per il cake pop più grande di sempre, per il più grande nuggets di pollo mai realizzati, per aver visitato il maggior numero di fast food in 24 ore (69 ristoranti), per il più grande rotolo di sushi del mondo e via dicendo, un record dopo l’altro. Tutte cose molto rappresentative della nostra migliore cucina, non c’è che dire. Però c’è da dire che, come tradisce il cognome, le sue origini sono italiane eh, e lungi da noi voler fare i nazionalisti, soprattutto sullo chef dei Record.

Insomma, uno così vuoi non chiamarlo come chef tedoforo ufficiale delle Olimpiadi di Milano Cortina?