di Cinzia Alfè 22 Febbraio 2017
angelina jolie

“Vuoi condividere con me quest’ottimo ragno?” “E come no, ha un sapore squisito! Tu sì che te ne intendi”

“Ah, e poi ci sono anche delle buonissime tarantole e degli squisiti scorpioni. Certo, gli scorpioni sono un po’ duretti da masticare, però vuoi mettere la bontà? E poi ci sono pure i grilli, che gioia! Con due golate di birra vanno giù che è un piacere, dorati e croccanti come delle sfiziose patatine fritte!”

No, non è uno scherzo, ma è il dialogo di un singolare filmato diffuso dalla BBC, l’emittente di stato britannica, dove si vede un allegro gruppetto di adulti e bambini piacevolmente intento a cucinare una grigliata di ragni e scorpioni, cibandosene poi con grande contentezza.

Ma ciò che più colpisce del grazioso filmato non è certo il tipo di cibo cucinato e consumato, visto che purtroppo gli insetti come cibo edibile sono entrati nel nostro ordinario –almeno come idea–, quanto vedere chi è che con tanto appetito sta cucinando i graziosi animaletti, vale a dire Angelina Jolie.

Chi si sarebbe mai immaginato di vedersi l’altera, eterea, sottile Angelina pasteggiare allegramente con tarantole e scorpioni, dopo aver staccato senza battere ciglio le zampe e aver invitato i propri pargoli a fare altrettanto, prima di buttare il particolare cibo in padella?

Eppure è proprio questo che si vede nel filmato della BBC.

In Cambogia per promuovere il suo ultimo film, “First they killed my father”, Angelina, da sempre impegnata in ambito sociale e attenta ai temi dell’ambiente, ha trovato il tempo per girare il breve filmato e portare l’attenzione generale su un tema cruciale del nostro tempo, quello della scarsità di cibo.

Nel 2050 infatti gli abitanti della Terra saranno circa 9 miliardi e il cibo non basterà per tutti.

Proprio per questo da tempo si parla con crescente insistenza di rivolgere l’attenzione, specie la nostra di occidentali poco avvezzi a cibarsi di grilli e scorpioni, a questo cibo particolare, che per ora sfama due milioni di persone nel mondo e che per molte popolazioni, soprattutto in Asia e Sud America, è considerato un normale componente della dieta quotidiana.

Sono oltre un milione le specie di insetti in grado di assicurarci il necessario fabbisogno di proteine, ferro e carboidrati, e che comportano un minimo impatto ambientale, sia in termini di inquinamento che d’impiego di risorse quali acqua o terreno.

Ecco perché la FAO, l’organizzazione dell’ONU dedicata all’alimentazione mondiale, e persino il MIT –il prestigioso Massachussets Institute of Technology– ne stanno promuovendo il consumo.

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Anche gli chef si sono prontamente rivolti verso la nuova frontiera.

Uno dei primi a captare il potenziale degli insetti è stato Alex Atala del D.O.M. di San Paolo, in Brasile, da anni presente tra i primi dieci ristoranti nella classifica dei 50 world’s Best Restaurants.

Nel suo menù propone formiche amazzoniche alimentate per sei mesi di erba citronella –così come gli ha consigliato un altro chef famoso, ovvero Renè Redzepi del Noma di Copenaghen, per dare alle carni (?!) un sapore aromatico, mentre lo stesso Redzepi propone ai suoi clienti delle croccanti formiche ma servite ancora vive e sgambettatanti nella loro fresca crema di yogurt alle erbe.

Senza tralasciare lo squisito paté di grilli e il suo ottimo “garum”, un condimento a base di cavallette lasciato a riposare per sei mesi. D’altronde, osserva Redzepi, italiani e francesi non considerano forse le lumache un cibo eccezionale?

E quindi, quale dovrebbe essere il problema a nutrirsi di scorpioni e tarantole, di cui si cibano da secoli le popolazioni sudamericane? Persino Carlo Cracco si è già da tempo dedicato al tema insetti, fornendoci anche alcune ghiotte ricette.

Non ci resta quindi che seguire l’esempio della bella Angelina, che non solo ha definitivamente abbandonato la dieta vegana –seguita per anni per amore del fascinoso ex consorte– a favore di costate e bistecche, ma che ha deciso di andare oltre, facendosi ricche scorpacciate di scorpioni e tarantole, questa volta per amore del pianeta e dei propri simili.

E per chi proprio non se la sente di aiutare il pianeta sgranocchiando chips di tarantola e purè di grilli in composta? Bene, per loro ci sarà sempre l’alternativa vegetariana: in certi casi, una vera opportunità da non sottovalutare.

[Crediti | Link: Bbc, immagini: JustJared]