di Marco Locatelli 1 Febbraio 2021
antonello colonna

La zona gialla va stretta. Anche chef Antonello Colonna si unisce infatti al coro dei cuochi che non si “accontentano” della riapertura fino alle 18 ma chiedono che si possa lavorare a cena. E si esprime con durezza (per usare un eufemismo) nei confronti del governo.

“Non basta riaprire solo a pranzo – dichiara ai microfoni di Adnkronos lo chef – . Bisognava allungare l’apertura almeno fino al coprifuoco, fino alle ore 22. Sempre in assoluta sicurezza. Bisogna dare delle regole e farle rispettare. Non vorrei fosse, da parte del governo, solo un palliativo nei nostri confronti per non dare miseri ristori”.

“Lo ricordo da tempo – prosegue Colonna -, i luoghi più sicuri sono gli alberghi e i ristoranti. Non certo i centri commerciali o le piazze e le strade affollate. Ed i primi a non rispettare le regole sono proprio le istituzioni e le forze dell’ordine impossibilitate a gestire il caos soprattutto nei week-end. Ho aperto a Milano e Como per rispetto dei miei clienti […] sono convinto che con queste aperture perderò dei soldi, come tutti i miei colleghi. E poi ahimè siamo costretti anche a non far rientrare tutto il personale”.

“Purtroppo è evidente, da parte di chi ci governa, l’assoluta incapacità, non solo di saper gestire l’emergenza della pandemia, ma anche di capire le necessità e le problematiche di un settore importante e complesso, come quello della ristorazione […] Abbiamo bisogno al governo di imprenditori. Lo Stato in fondo è un’azienda e va gestita come un’azienda con persone all’altezza. E anche questo non avviene”.

Fonte: Adnkronos