Antonino Cannavacciuolo pubblica un libro di ricette vegetariane, proprio lui

Ma come? Tu quoque, Antonino Cannavacciuolo, il re delle vongole, degli spaghetti, dei calamaretti spillo, delle triglie e di tutto quel ben di Dio ittico, pubblichi un libro di ricette vegetariane?
Eh sì, cari dissaporiani: il vento soffia in quella direzione. Sono in molti a pensare (a tutti i livelli, pubblico, critica e chef) che quella veg sia una delle declinazioni della cucina del futuro. E gli chef, soprattutto quelli più noti al grande pubblico, evidentemente, si adeguano.

Compreso il grande (letteralmente) Antonino Cannavacciuolo, chef due Stelle Michelin a Villa Crespi, che arriva a Torino nei giorni del Salone del Libro proprio per presentare il suo ultimo libro (giovedì 16 maggio al Circolo dei Lettori), “Tutto il sapore che vuoi”.
Un libro di ricette 100% vegetariane, edito per Einuadi, che lo chef racconta così ai lettori: “La cucina vegetariana ha tutti i colori dell’orto. Ci fa riscoprire sapori antichi e ci riaccorda con lo scorrere del tempo e delle stagioni. È un antidoto alla frenesia dei nostri giorni”. Tutto molto giusto, ma ci permettiamo di dire che non ci sembra che questo antidoto alla frenesia gli appartenga.
Già nella nostra ultima visita a Villa Crespi, pochissimo tempo fa, noi di Dissapore avevamo espresso dei dubbi sull’utilizzo delle materie prime vegetali fatto dallo chef, e sull’assoluta predominanza nella proposta di piatti a base di proteine animali.

E così ci sembra che fosse anche, ad esempio, nel suo precedente libro (sempre dito da Einaudi): “Mettici il cuore. 50 ricette per la cucina di tutti i giorni”, dove gli highlights delle ricette presentate erano: “l’amatriciana, la pasta al pesto, la cotoletta alla milanese, il baccalà in umido, il tiramisú”. Insomma, possibile che solo due anni fa l’antidoto alla frenesia in cucina fosse composto da pasta al pesto e tiramisù?

Noi ci mettiamo tutto il nostro impegno, Antonino, ma perdonaci se continueremo a venire a Villa Crespi per mangiare le linguine con i calamaretti e la salsa di pane. Anche perché, pur sapendo per certo che un degustazione vegetariano a Villa Crespi esiste (lo provammo, qualche anno fa, e non ci dispiacque nemmeno), in carta attualmente non troviamo nulla (nulla!) che non contenga carne o pesce, dessert a parte. Va bene il vento che soffia, ma non sempre si può fare la fine di un ramoscello, soprattutto quando si è alti due metri.

Valentina Dirindin Valentina Dirindin

7 Maggio 2019

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