di Valentina Dirindin 23 Maggio 2020
artemisia

Ad Aosta sono state sequestrate duecentoquaranta bottiglie di Genepì perché contenevano sostanze chimiche potenzialmente tossiche e cannabinoidi. L’operazione dell’Agenzia Dogane e Monopoli di Aosta, coadiuvata dai militari del Comando Carabinieri per la tutela agroalimentare di Torino ha portato alle analisi sulle bottiglie vendute da un imprenditore come genepì.

L’idea iniziale era semplicemente quella di effettuare controlli di ordinanza per tutelare l’indicazione geografica protetta “Genepì del Piemonte”. Probabilmente, l’agenzia dogane e monopoli non si aspettava di trovarsi davanti liquori contenenti cannabinoidi e sostanze ritenute (almeno per quanto riguarda i quantitativi utilizzati) illecite. Una volta analizzato il contenuto delle bottiglie di presunto genepì, infatti, si è scoperto in un caso la presenza di cannabinoidi, e in altri due casi la presenza di tujone in quantità più alte dei limiti consentiti dalle norme dell’Unione Europea.

Ma cos’è esattamente il tujone? Si tratta di un chetone che si trova nell’assenzio, nella salvia e in altre piante, e che in concentrazioni alte può essere considerato a rischio di neurotossicità. Per questo i suoi limiti sono tassativamente regolamentati, mentre nelle bottiglie analizzate la concentrazione andava oltre il consentito. Le bottiglie incriminate, così come l’intero lotto del produttore, sono state poste sotto sequestro preventivo ed è stata trasmessa una segnalazione di reato alla procura di Aosta.

[Fonte: La Stampa]