Aspettando il chewing-gum gourmet, ode alla cinci

In attesa che qualcuno inventi un chewing-gum gourmet, ode all'alimento che teniamo in bocca più di qualunque altro: la gomma da masticare

C’è un alimento, un cibo, una roba –in sostanza non saprei nemmeno come definirlo– che tengo in bocca più di qualsiasi altro.

Eppure non ne ho scritto mai, se non un accenno qui su Dissapore raccontando di alcune meraviglie anni Ottanta.

Ebbene quella roba è il chewing-gum.

Come si dice qui in Piemonte “cicles” (la splendida scrittrice Margherita Oggero ha appena dato alle stampe “La vita è un cicles”). La gomma, la cinci, la cicca, chiamatela come volete.

[Il succo Billy e gli altri: a volte non ritornano]

La cinci –o il cinci, si può dire in entrambi i modi, tipo la Maserati o il Maserati– ha scandito la mia vita.

Da bambino il tabaccaio mi dava quelle a rettangolino, incartate singolarmente, per resto. Poi è arrivato il turbo delle Big Babol, con le loro gare di palloncini, ma io agognavo soprattutto quelle a forma di sigaretta e le grosse sfere colorate e no-logo che si trovavano nei distributori a monete.

I grandi allora mangiavano Brooklyn alla menta forte dopo aver fumato una MS, e quell’alito di tabacco mentolato mi ricorda gli anni Settanta e gli uomini tutti di un pezzo alla Alberto Lupo.

Io non fumo, ma quando sto davanti al computer mastico cinci a manetta, così tengo in allenamento il mio muscolo più prezioso: quello della mandibola. Compro chewing-gum abbastanza a caso, ma alla fine sono sempre i Daygum o i Vivident (entrambi marchi della Perfetti Van Melle) che mi pare abbiano conquistato l’intero mercato italiano.

Ricordo una volta che conobbi uno della Ferrero che aveva appena lanciato i chewing-gum a forma di tic-tac, il quale mi decantava il fatto che i loro fossero gli unici con l’aroma anche nella gomma e non solo sulla superficie.

Sarà.

Eppure questi chewing-gum della Ferrero non li ho visti più in giro, almeno non negli espositori dei bar che frequento.

Non so quanto valga il mercato delle cinci, ma suppongo parecchio, e mi stupisce che la Perfetti Van Melle riesca a detenerlo, immagino, quasi per intero.

E anche sono colpito dal fatto che nessuno ancora si sia inventato un chewing-gum gourmet, visto che oggi esiste la versione “gourmet” di qualsiasi roba.

Ma va bene così, ché ci manca solo che quando chiedo le cinci il tabaccaio stia lì mezz’ora a menarmela sulla gomma arabica monorigine.

Massimo Bernardi Massimo Bernardi

5 Dicembre 2018

commenti (3)

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  1. Avatar BMW ha detto:

    Ma invece di questi articoli inutili non doveva uscire la classifica dei panettoni artigianali oggi?

    1. Avatar isaac ha detto:

      invece questo sarebbe potuto essere uno dei pochi articoli degni di nota di questo sito..se solo fosse stato affrontato in maniera piu approfondita…

  2. Avatar ROSGALUS ha detto:

    Finalmente un bell’articolo su di un tema inesplorato sia dai tecnici che anche da parte del grande pubblico.
    Un filone di conoscenze da approfondire e divulgare con opportuni riferimenti anche dal punto di vista storico e culturale.
    Si, non esagero, in quanto per quelli della mia generazione si è trattato di una innovazione profonda.
    E allora perchè non continuare a scriverne per l’interesse e la curiosità di tanti ?
    Evviva la gomma da masticare nelle sue disparate versioni !